Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1266
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1266 Francesco De Stefano
Nel '54 la soluzione che il Torre Arsa e l'amico suo Bufera volevano dare al problema politico siciliano era ancora la stessa. di quella tentata nel '48-49 ; ma nell'animo di essi quelle parole trovarono un'eco profonda che nel superstite Torre Arsa rie-cheggierà, in seguito, più forte. Intanto il re ed il suo ministro alimentavano il seme della fiducia in persone che, per i loro rapporti con correnti e circoli siciliani nell'isola o dispersi pel mondo, e per la posizione eminente di cui godevano, più tardi si sarebbero rivelate di inestimabile utilità.
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Quelle parole rafforzano la fiducia nel Piemonte poiché escono dalla bocca di quello stesso sovrano che tre anni prima, di fronte alla reazione minacciosa ce ha detto ai suoi ministri che non intende retrocedere d'una linea, e che vuole mantenere il giuramento al prezzo di qualunque cosa . ce Un principe così eccellente, merita di essere adorato come un santo (375). Ed Enrico, da parte sua : ce Qui si gode sempre la stessa libertà ed il governo di Vittorio Emanuele II si mostra più fermo di prima. Lode a lui, lode all'angelo del re (376). Sono espressioni di gratitudine e di simpatia che acquistano intensità man mano che il governo di Vittorio Emanuele compirà gli sviluppi della sua politica interna ed esterna; e nel momento in cui credono che nell'Europa debba trionfare col Bonaparte un nuovo assolutismo (377), sono anche espressioni di speranza che il Piemonte ce pel suo bene proprio e pel vantaggio avvenire d'Italia man-tenghi ferme le sue istituzioni e le sue immunità (378). Quindi un senso di sollievo per la soluzione della crisi ministeriale che
(75) Àrch. De Blai-Fardella, Ititi!:, del Torre Arsa a Giambattista, 12 dio. 1851.
.(3.76) Ihid.y lett. di Enrico a Giambattista, Genova, 15 gennaio 1851. Nella primavera di quell'anno Enrico fece un viaggio in Spagna e in Francia, Nel giugno si soffermò alquanto a Parigi dove vide a tutti gli amici d'ogni colore e mezza tinta, tolti La Farina e l'Amari lo storico j lett. del Torre Arsa a Giambattista, 6 e 20 maggio, 22 e 29 loglio 1852; di Enrico e Giambattista 21 maggio e 13 giugno 1852. La polizia borbonica legnava i suoi passi (Arcli. dì Stato di Napoli. Scritt. Min. Affari esteri, fascio 1852, Espulsi).
iÉPÈ La elezione del Bonaparte fece temere ejfcte? in Europa si dovesse iniziare una nuova era di reazione. II Torre Arsa no era poco bene impressionato. Àreb. De Blaai-Fardella, lett. a Giambattista, 14 die. 1851 e 2 genn. 1852.
(378) lbid lett. del marchese ed Enrico a Giambattista, 15 gennaio 1852.