Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1267>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1267
porta al potere il Cavour e per l'esito delle elezioni generali piemontesi favorevoli ai liberali (379). C'è, inoltre, nelle loro lettere il riconoscimento dell'importanza acquistata dal Pie­monte nella vita nazionale; e sorge spontaneo il confronto tra esso e l'astuccio siculo : Torino, in questo momento può chiamarsi per lo sviluppo immenso intellettuale, e per la sua politica e per i libri che vi stampano, la capitale d'Italia . Mo­vendo dagli accenni precedenti all'avvento del grande ministero piemontese del '52 e arrivando alla soluzione finale del '60 si osserva che i Torre Arsa sono su una linea ideale che dovrà inevi­tabilmente modificare gradualmente il loro primitivo atteggia­mento politico.
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ce L'insurrezione era compressa, non finita la rivoluzione . Il marchese di Torre Arsa ammoniva gli amici a non lusingarsi di poter rivedere la Sicilia ce senza un cambiamento politico . Tutta l'attività loro doveva tendere a prepararlo. La spinta non poteva, secondo lui, venire dall'isola (380). Egli era convinto che il sistema di governo poliziesco della reazione borbonica in Sicilia avrebbe generato, presto o tardi, un movimento; ma non si illudeva, come il fratello Enrico ed altri emigrati, sulla pos­sibilità di un rivolgimento senza una preparazione concordata tra gli emigrati e gli elementi liberali dell'isola e senza il con­concorso di favorevoli vicende politiche internazionali (381). L'odio contro il Borbone era sempre vivo e il desiderio di scuo­terne il giogo era, insieme con quel sentimento, una forza potente per l'azione; ma ce ad una grande rivoluzione in Sicilia è impossibile pensare in quel momento. Chi sperava ancora nella sola forza del popolo o era un illuso o un'arretrato nelle posizioni del '48-49 e non s'accorgeva, dopo il fallimento del moto di Milano, nel '53, che i tempi erano cambiati.
Quell'avvenimento persuase Enrico, le cui simpatie per il partito d'azione erano state vive, a stringersi sempre più alle
(379) Qnindi Io speranze nel Piemonte che sono espresso nelle lettere del Torre Arsa a Giambattista. 8 gennaio e 24 novembre 1852; 9 dicembre 1853.
(980) Arch. Fardcllu-De Blasi, lett. del Torre Arsa o Giambattista. 18 no. vcmbre 1852.
(381) Ibi4., lett. del Torre Arsa a Giambattista, 31 ottobre 1851.