Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1270
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1270 Francesco De Stefano
il quale ordinò ai ministri l'acquisto, perchè la rivoluzione rivendicò alla Sicilia il suo antico e legittimo governo. Gli atti del Parlamento sono quindi legali. Usurpatore è, invece, Ferdinando che non ha rispettato la costituzione. Michele Amari, protestando contro la sentenza di condanna pronunciata dalla Commissione speciale istituita in Sicilia, sosteneva nella Dèmo-cratie pacifique che <c dovessero vapori e denaro conservarsi in deposito inviolabile a disposizione del Parlamento siciliano cui appartenevano e che non era stato ancora disciolto .
Questa pubblicazione, d'altra parte, rivelava il dissidio sorto tra gli ex-commissari e gli ex-ministri per la presentazione del rendiconto finanziario. A comporre questo dissidio ed a facilitare la soluzione della lite, il Torre Arsa, benché non chiamato direttamente in causa, volle dare la sua cooperazione, recandosi a Parigi nel dicembre del '49 (387). H suo intervento fu decisivo nei riguardi degli ex-ministri: i rendiconti della loro gestione furono presentati, la sentenza contro di essi fu revocata, il sequestro sui loro beni tolto, la lite trasportata nel campo civile. Ma anche nella nuova veste essa non mutò la sua natura come mostravano gli strascichi della sentenza che diede al Borbone il vapore e il denaro e ai moderati causò le critiche acerbe dei democratici per la perdita di un mezzo tanto necessario per la lotta (388).
La Commissione speciale, intanto, aveva iniziato la revisione dei conti anche nei riguardi dei Torre Arsa: del marchese per la gestione del suo ministero e per l'interim delle finanze da lui tenute tra le dimissioni del Cerda e la nomina dell'Amari; di Giambattista per la sua gestione di commissario del potere esecutivo a Trapani; di Enrico per le spese di reclutamento nel '48. Ma Giambattista, dimostrata la correttezza della sua gestione, fu prosciolto subito. Anche il marchese non tardò ad essere liberato dall'accusa, perchè le somme intestate a lui
(387) Leti, di Amari a Perez, 15 die. 1849, in Cari, di M. Amari, III, p. 105; rapporto del ministro napoletano a Parigi, pubbl. dal GUARITONE, in // dominio dei Borboni in Sicilia, II, app. al cap. I, doc. 2. A quel viaggio si riferisce una leti, del Massari (Torino 8 die. 1849} con cui il Torre Arsa è presentato al Gioberti* in Carteggio Gioberti-Massari, pubblicata e annotato da G. BAI,SANO-CM-VELO, Torino, 1920, p. 439. Al viaggio si riferisce anche una lettera del Torre Arsa (ia Parigi, in data 24 die. 1849, conservata nell'Arch. De Blasì-Fardella.
(388) CASANOVA, op, cit., XI, pp. 781-2.