Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1272>
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1272 Francesco De Stefano
nel '48 la propaganda rivoluzionaria non era riuscita a far breccia. Quello stato perenne di opposizione, come in pas­sato quello rivoluzionario, era il terreno migliore per pre­parare lo sviluppo futuro dell'idea unitaria (393). Ma anche in questo caso, mentre si bersagliava il nemico, i lottatori mostra­vano i loro dissensi, tanto più acuti, quanto più cocente era il dolore per la tragica fine della prima fase rivoluzionaria in patria. Sicché la lotta per mézzo degli articoli, degli opuscoli, delle memorie, mentre era una guerra contro il comune nemico, era anche un vicendevole rimprovero ed una revisione di metodi. Dal riesame critico o polemico del recente passato, dal lavoro quotidiano ed appassionato sul presente, da tutte le costruzioni ideali per l'avvenire, nascono un complesso di scritti che arre­cano un vantaggio immenso alla causa rivoluzionaria ed un logorio incessante agli avanzi del credito borbonico. Si compie in tal modo con l'isolamento morale quello politico della dinastia dei Borboni, facendola apparire e mettendola davvero fuori della stessa causa umana, contribuendo ad accentuare l'indirizzo anti­borbonico della politica subalpina, racchiuso, accanto alla super­stite polemica antimunicipale, nello stesso Rinnovamento del Gioberti, ed ottenendo che, finalmente, entrasse nella coscienza di tutti i patriotti italiani il concetto, su cui aveva tanto insistito il Torre Arsa ministro degli esteri, della necessità di accomunare la lotta contro l'Austria con quella contro il Borbone, di consi­derare l'uno e l'altra come forze egualmente nemiche della libertà italiana. All'opera politica che condurrà l'Inghilterra a rivedere la propria opinione nei riguardi dell'Italia, l'opera degli esuli siciliani apporta un valido contributo. D'altra parte, l'esaltazione del liberalismo costituzionale piemontese, che di frequente suona nelle lettere dei Torre Arsa e dei loro corri­spondenti, e il riconoscimento dei democratici stessi, che se Casa di Savoia si manterrà nella via costituzionale e nazionale, acquisterà una grande preponderanza in Italia : ciò che ritarderà la forma democratica (394), sono il prologo all'azione risolu­trice che troverà l'espressione nella formula futura Italia e Vittorio Emanuele in cui converranno le due parti ora con-
(393) V. N. CORTESE, La questione siciliana nel secolo xfìc in Atti del XX Congresso della Soc. nax. per la storia del Ris. it.
(394) Lett. dell'Arancio, in CASANOVA, op. cit., pp. 794-95.