Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1273>
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/ Fardello, di Torre Arsa
1273
trastantì e con cui esse daranno l'ultimo assalto alla dinastia condannata.
Dalla (e guerra combattuta del Pisacaue può anche nascere la polemica più vivace sino alla sfida tra lui e il Torre Arsa minore, ma l'opera stessa è, nella sostanza, un elogio dei rivo­luzionari e dell'eroismo spiegato per la conquista delle libere istituzioni (395). Compariscono, a brevi intervalli, i Docu­menti del La Masa (1850), <c Gli ultimi casi del Crispi (1850), La storia del La Farina (1851), ce Le memorie del Calvi (1851) (396), ce La storia del Gemelli (1853) (397), pubblicazioni tutte che, se mostrano quanto è difficile cosa lo scrivere esattamente la storia contemporanea , come diceva il Settimo al Torre Arsa, appunto perchè non-storie sono oltre che espressioni dei particolari punti, di vista di ogni scrittore, altrettante battaglie della campagna rivoluzionaria. <c Chi è stato
(395) Vedi la polemica nel giornale Italia e popolo, a. I, un. 103 e 104. Genova 3 e 4 sett. 1851. La lett. è firmata da Enrico Fardélla, Maria Fiorentino, Salvatore Calvino, Francesco Campo e Maslricchi, Giuseppe Cottone, Enrico Giuseppe Pisano, Vincenzo Gongora Natoli. Vi si riporta il rapporto del Consiglio di guerra tenuto in Cassano il 25 giugno 1848, diretto al governo siciliano. Dopo la pubblicazione del Pisacaue (Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49, sulla quale v. FALCO. Note e documenti intorno a Carlo Pisacaue) Enrico aveva avuto con lui un collo­quio con cui parve che fosse sopita l'agitazione sorta fra i siciliani per le parole: scrìtte dal Pisacane sulla loro condotta in Calabria. Ma poi una lettera del Pisacane al Fardélla riapriva, inacerbendola, la polemica, e provocava un duello tra i due. Il duello ebbe luogo ma tra il Fiorentino e il Pisacane all'insaputa di Enrico che in quel tempo era inabilitato dalla frattura di un braccio. D'onde un dissidio tra Enrico e il Fiorentino.
(396) Queste ultime provocarono una violenta reazione. A Marsiglia gli esuli la bruciarono. V. il verbale del bruciamento, in CASANOVA, op. cit., XH (1925) p. 840. Sugli effetti deleteri della pubblicazione di esse, v. CASANOVA, LO sbarco di Roccahimera, cit., pp. 316-17. Sulla storia della loro pubblicazione, v. Lettera di un italiano di Sicilia (leggi il Calvi) 1" luglio 1857 s. 1. di st. (ma Malta), p. 45. Le Memorie girarono di nascosto in provincia di Trapani. Cfr. A. Di GIOVANNI, Sacerdoti e francescani di Sicilia nell'epopea garibaldina del '60 ne La Sicilia nel Ris H (1932), pp. 58-62.
(397) Per ribattere quest'ultima il Torre Arsa cominciò a scrìvere le Memorie e- documenti riguardanti il periodo delle relazioni diplomatiche della Sicilia negli anni 1848 e 1849, che portano albi fine la data: Box 30 agosto 1855. Nel testo lo scrittore pone a ra(Tronto U testo dei documenti pubblicati dal GEMELLI, Storia delle relazioni diplomatiche, icit., con quello fi egli originali. L'opera non fu mai pub­blicata e le correzioni al Gemelli sono fatto nei tardivi Ricordi. Sulla decisione del Torre Area a stendere il lavoro influirono le annotazioni del suo amico Granateli:! alla pubblicazione del Gemelli. Un giudizio aspro dello Stabile sulla pubbl. del Gemelli in Bibl. Ford., Cafir Torre Arsa, lett. di ML Stabile al Torre Arsa, Parigi 25 loglio 1855. Cfr. ibid., leu. di L. Basile, 4 maggio 1854. Il B. cercò di far conciliare il Torre Arsa e il Gemelli.