Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1275>
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I Fardello, di Torre Arsa
1275
Ma v'era un lavorìo più esteso e più profondo che non sem­pre affiorava alla superficie ed era quello compiuto mediante gli intensissimi scambi epistolari tra gli esuli stessi, e tra gli esuli e i loro amici rimasti nell'isola; carteggi di cui si conoscono, per ora, avanzi, o che andarono irrimediabilmente distrutti o che finirono, talvolta, nelle mani della polizia borbonica. Così, nel 51, alla contessa Amari furono sequestrate quattordici lettere dirette agli esuli, tra cui il marchese di Torre Arsa, le quali non sono che un piccolo cenno di rapporti ben più larghi tra coloro che erano rimasti in Sicilia ed i fuorusciti (401).
Da tutte le lettere finora conosciute appare, direttamente o indirettamente, la decisione del marchese di preparare di lunga mano la rivoluzione; d'opporsi a qualunque combinazione che, sotto l'apparenza della novità, potesse condurre all'antico; di giovarsi delle questioni politiche internazionali.
Di queste, nel 1853 se ne riapre una che ridesta le speranze sue e degli esuli : la questione d'Oriente. Il Torre Arsa pensa, in giugno, che la questione possa anche non acuirsi al punto da generare una guerra; ma che se mai questa dovesse scoppiare, non si limiterebbe certamente alla Turchia ed alla Russia, ma diverrebbe generale (402). Quando poi nel dibattito interven­gono la Francia e l'Inghilterra, egli osserva che quell'incontro tra le potenze contendenti avviene su una via da cui sarà impos­sibile fare indietreggiare la Russia o le potenze occidentali. Per ora, forse, la diplomazia riparerà, ma il dado è gittato e l'impero turco è finito di diritto . Al punto in cui si è giunti, un accidente qualunque può far cambiare l'aspetto d'Europa da un momento all'altro (403). Per Enrico, invece, la guerra sarà ad onta di tutte le mene che si svolgono in senso paci­fico (404). E quando le truppe russe passano il Pruth, il suo entusiasmo non conosce più. limiti ed egli si prepara a partire per quella guerra che aveva in sé i germi dell'altra la quale avrebbe liberato la sua patria (405).
(401) Arch. di Stato di Napoli, Min. di Polizia, fase. 419, ine. 1858.
(402) Arch. De filasi-Fardello, lotti, del Torre Area a Giambattista. 30 giugno e 7 luglio 1853.
(403) Jbid., lett. del Torre Arsa allo stesso, 14 e 21 luglio 1853.
(404) Ibid., lett. di Enrico a GiumbutiiMn, 18 giugno 1853.
(405) Quella guerra era per lui Io forza del tempi che gli avrebbe riaperto le porte della Sicilia (lett. a Giambattista, 18 giugno 1853) e gli avrebbe permesso di procacciarsi gloria (lett. del Torre Arsa a Giambattista 21 luglio 1853, di Enrico