Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1280>
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1280 Francesco Ve Stefano
la pazienza di sopportare gli indugi della sua formazione (416). Ottenuto dal governo inglese il riconoscimento del suo antico grado di colonnello, procuratosi, dopo lunghe trattative di pre­stiti, il denaro sufficiente, il 29 maggio 1855 egli si imbarcò alla volta dell'Oriente. Giunto a Costantinopoli, fu ammesso nello Stato maggiore del generale Beatson, che organizzava il corpo della cavalleria irregolare ottomana, e gli fu affidato il comando di un reggimento. Egli partecipò attivamente all'opera organiz­zativa di quel corpo, facendo la spola fra il campo di concentra­mento dei Dardanelli e Costantinopoli. Ma quella vita lo stan­cava; ed egli fu contento quando, col nuovo comandante gene­rale Smith, parti finalmente per il teatro della guerra, ove prese parte alla giornata di Baiaci ava (417).
(416) Arch. De Blasi-Fardella, leti, di 8. Omodei a Giambattista, 30 marzo 1854; lett. di Enrico a Giambattista, 3 marzo, 18 gingno, 21 luglio, 31 agosto, 15 e 29 di­cembre 1853. Enrico da quell'estate si domiciliò a Torino* '< gamici che frequen­tava maggiormente erano il Manzoni, l'Ayala, il Napoli, il Carrano (lett. del conte Manzoni a Giambattista, 30 ottobre 1853). Per la mancanza di denaro si opponeva sopratutto il marchese, (lett. a Giambattista, 30 giugno, 7, 14 e 21 luglio, 17 e 24 nov. 1853). Egli era, del resto, convinto che, scoppiando la guerra e diven­tando generale, ad Enrico non sarebbero mancate occasioni di battersi (lett. 30 giu­gno e 7 luglio cit.). H fratello si piegava crucciato a queste esigenze e studiava frattanto la geografia della Balcania e della Russia, e prendeva lezioni di strategia (Arch. conte Fardella T. A., appunti ms. di Enrico e traduzioni dall'inglese e dal francese). Cade nel 1854 il suo soggiorno in Svizzera. Ed e di quell'anno un suo articolo Speranze, pubbl. nel n. 566 del Parlamento di Torino, del quale parlarono, come dice il Cordova (cart. Torre Arsa, lett. 16 nov. 1854), l'Armonia, il Diriu/r. la Voce della libertà, VUnivers. Cfr. anche F. MONDELLO, Bibliografia Trapanese, Palermo, 1875, p. 478. Sul progetto di ingresso di Enrico nella legione anglo-ita­liana resta traccia nell'Arch. di Stato di Torino (Min. dell'interno, div. 2, n. 1116 del 21 febbraio 1856). Quando a Torino si trattava ancora della faccenda, Enrico era già in Crimea. Sullo vicende della legione Anglo-italiana che si sarebbe dovuta concentrare a Malta, e che si sciolse prima di partire da quell'isola, v. per il progetto di formazione (criticato del Diritto del 7 agosto 1855), la lett. del Min. della guerra del 23 giugno 1855 in risposta a quella del Min. degli esteri del 26 maggio; nella quale si considerano soli i casi degli ufficiali che militarono negli eserciti pie­montesi, lombardo e dei ducati. Enrico era appartenuto, invece, all'esercito sici­liano. Già sin d'allora si pensava a far divergere, a scopi politici, elementi della legione: una prima volta in Lombardia; e il movimento veniva da ufficiali lom­bardi, come appare dalla lett. del comandante la div. di Novara al Min. della guerra, del 20 febbraio 1856; una (feconda volta fu progettata in Sicilia, cfr. KASTNER, Kossut e la Sicilia, in Rasa. stor. del Ris., 1928, pp. 176-82, e quivi lett. del 27 lu­glio 1856 di Calvi ed ex-ufficiali del '48; la terza fu quella progettata dal Pisacane, cfr. FALCO, op. cit.
01fy H Torre Arsa aveva raccomandato il fratello a lord Minto (Bibl. Fard.. Cari. Torre Arsa, 10 luglio 1855 e risposto del Minto al Torre Arsa, 23 luglio 1855). Pratiche in riguardo s'erano svolte nel '54 ed erano stale interrotte dalla partenza