Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1282>
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1282 Francesco De Stefano
affrettarsi ad agire se non si voleva perdere la buona occasione. Ora o mai era l'invocazione di Scalia. Latori di proposte proprie o concordate con gli amici, i messi dei moderati agitano la questione siciliana presso i rappresentanti inglesi, durante e dopo il Congresso. Il senso di amarezza che nasce dal vedere che, malgrado le insistenze del Cavour, il congresso ufficialmente non avrebbe fatto nulla in prò' della sventurata penisola, suscita una volontà disperata di agire affinchè si trovi un rimedio qualunque onde alleviare le sofferenze del paese.
Le forti parole pronunziate dal Cavour e dal Clarendon al Congresso, le minaccie della stampa inglese e francese contro i Borboni, parvero incoraggiare gli esuli a mostrarsi vivi. Fu steso subito un memoriale. Ma le pratiche presso il Clarendon furono inutili; gli abboccamenti con Minto e Russell, ai quali fu data copia del memoriale, ebbero tuttavia il risultato di servire a colorire il nuovo attacco che Russell sferrò nella Camera dei comuni contro il Borbone e forse influirono anche sulla cam­pagna antiborbonica che i giornali inglesi condussero in quei giorni (421). Era una lotta che per il momento non poteva dare risultati tangibili; ma gli esuli vi mettevano tutto il loro impegno. Allora fu rinnovato al Torre Arsa l'invito di riunire gli amici, di tastare le intenzioni del Cavour e di recarsi, infine, a Londra. Uno solo, lo Stabile, agiva isolatamente e metteva innanzi la proposta, fatta un giorno dal Raeli, di costituire un regno unito di Napoli-Sicilia sul modello dell'altro di Svezia e Norvegia. Ma il Torre Arsa ed i suoi amici si opposero e cercarono di attrarre dalla loro parte quell'uomo che, come diceva il Marchese, si reputava esso solo l'incarnazione della Sicilia (422). Per battere il ferro mentre era caldo, tener desta l'opinione pub­blica e ribattere l'iniziativa dello Stabile fu scritto dal Gra­nateli!, d'accordo cogli altri amici del gruppo del Torre Arsa, un memoriale in cui si confermava il programma autonomista del '48 (423).
Intanto, soffiando col Daily News sul fuoco che gli altri gior­nali facevano contro il Borbone, lo Scalia svolgeva a Londra una intensa attività alla quale il Torre Arsa dava il suo appoggio for-
(421) Sa questo argomento v. Cari. Torre Arsa, lett. del Piraino, 10 aprile e 5 maggio 1856, e dello Scalia 21 aprile e 7 maggio 1856.
(422) Cart. Tórre Arsa, leu. del Plraino, 13 maggio 1856.
(423) Ibid., leu. dello Scalia, 7 e 10 ghigno 1856 (v. il contenuto delle .me­morie in DE MARIA, L'opera degli emigrati politici siciliani nel 1856, p. 14).