Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1284>
immagine non disponibile

1284 Francesco De Stefano
Piemonte ed appoggiare gli nomini che sanno mantenerle, anche senza un visibile progresso (428). Quello che nelle prime let­tere del marchese e di Enrico era più un sentimento di simpatìa, comincia ora a tradursi in opinione politica; e, quantunque la posizione autonomista non sia abbandonata, tuttavia in essa si nota l'orientamento verso la monarchia di Vittorio Emanuele; sicché, press*a poco, la situazione si potrebbe definire così: autonomia della Sicilia sotto. Vittorio Emanuele.
La questa nuova atmosfera in cui era nato il partito nazio­nale italiano, promosso dal La Farina, il Torre Arsa* aderì all'idea, abbracciata con entusiasmo dal Settimo, di cercare l'unione col Piemonte (429). ce Sono lietissimo, gli scriveva il La Farina, che voi stiate fermo nell'idea la rivoluzione di Sicilia doversi inaugurare col nome di Vittorio Emanuele , ed osservava che la divergenza fra lui e il marchese era ce più pel resto dell'Italia, che pel nostro paese (430). Intanto il ministro inglese a To­rino Hudson, invitava il Torre Arsa a venire nella capitale per un colloquio col Cavour, che avrebbe dovuto aver luogo il 27 set­tembre (431). Ma di esso non ci è dato sapere altro che questa notizia. Secondo il progetto lafariniano, il Torre Arsa e La Fa­rina si sarebbero divisa la Sicilia in due zone di propaganda: il primo avrebbe lavorato in quella occidentale, il secondo in quella orientale (432). Ma le trattative fra i due suscitarono le
(428) Cart. Torre Arsa, leti, dello Scalìa, 4 agosto 1856.
(429) Ibid., leu. del Settimo, 10 sett. 1856.
(430) Ibid., lett. del La Farina, Il sett. 1856; cfr. lett. dello stesso a M. Radi, Torino, 16 e 17 sett. 1855, in Epist. cit., I, pp. 545 e 549,
(431) Ibid., lett. di J. Hudson, Torino, 25 e 27 sett. 1856. Hudson era amico di tutte le notabilità liberali e dei capi degli esuli lombardi, meridionali e siciliani. Cfr. N. BIANCHI, II conte di Cavour, Torino, 1863, p. 28, lett. del Canofari, ministro di Napoli, 26 ottobre 1853. Del colloquio parla anche il Cordova in Cart. Torre Arsa, leti, del 16 sett, 1856. Sull'attività laforiuiann in quel periodo, v. anche le lettere scambiate dall'ottobre '55 al nov. *56 fra R. Filo, Pisacane, Calvino e Fabrizi, pubbl. da T. PAUMBNCHI-CRISPI, in II Rfc Ite, VII (1914), pp. 361 agg.
(432) LA FARINA, lett. 26 seti. La Società non attecchì in Sicilia fino al '60; v. la comunicazione del GUARDIOLE, La Società nazionale in Sicilia dal 1856 al 1860, io // RU. II., (1912), V, pp. 898-901.