Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
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1934
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1286
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1286 Francesco De Stefano
ninni del 1848, l'inviarono a Londra per presentarsi al ministero (438). Questa forma di sottoscrizione voleva anche significare che il Parlamento, espressione di volontà popolare sorto dalla rivoluzione, non era defunto; che continuava, anzi, a rappresentare legittimamente quella volontà. Il nuovo indirizzo fu quindi inviato ai parlamentari siciliani affinchè lo firmassero (439). I democratici naturalmente si opposero a questa nuova affermazione del principio autonomista.
Compiendo quell'atto, l'antico presidente della Camera dei Comuni, era convinto di presentare al governo inglese il voto e il reclamo dell'intera Sicilia e di operare, coi mezzi diplomatici,
(438) Arch. Storia patria di Palermo, leu. di Giovanni Onde al Roccaforte, 7 die. 1856.
(439) Bibl. Fard., Cart. Torre Arsa, lett. del Cordova, 1 nov. 1856. Cfr. lett. Pilo, 11 nov. 1856, in PAEAMENGHI-CBISPI, op. cit., p. 364. Sulla attività degli esuli del "56 alcuni doc. conservati nell'Arch. di Stato di Napoli, fra cui il seguente (Min. e Real Segreteria di Stato degli affari esteri N. 7201 Riservata). Napoli 13 dicembre 1856, al direttore gen. della Polizia: <x Sig. Direttore, Al giungere in Genova le notizie di recenti disordini di Sicilia riunivansi il conte Amari, il marchese Torrearsa e Pietro Marano per avvisare di accordo con i rifuggiti Siciliani che sono in Torino, ai mezzi onde sostenere la insurrezione; ed infatti partivano a tale scopo per Messina e Malta la sera del 3 col postale francese, Rosolino Pilo ed altri due, i di cui nomi non si conoscono, proponendosi gli esuli siciliani di far pervenire in Sicilia delle somme che si andavano raccogliendo e delle armi che trovavansi già depositate nella fonderia dei fratelli Orlando le quali si sarebbero spedite col vapori di una delle due compagnie inglesi che mantengono relazioni fra Liverpool e Levante, i quali fanno scala fra Genova e Messina. Il Rosolino (?) e Giovanni Corrao procurarono di corrompere con promesse il capitano Vincenzo Corvaia del brigantino di R. B. (?) denominato Giuseppe per essere recati la sera dell'I in Palermo clandestinamente, insieme ad altri emigrati, ma il detto capitano non vi consentì. Vuoisi che Enrico Fardella, già ufficiale della Legione anglo-italiana abbia avuto incarico a Londra ove trovasi, di radunar gente ed armi per Sicilia. De Lieto, Federico Salomone e Carlo Pisacane erano nel divisamento di passare hi Sicilia come lo era Giuseppe La Farina, La Masa, Vergara, ed il piemontese Ribotti. SI preferiva il disbarco a Scoglitti o Scoglieti. H conte Manzoni, Paolo Amori ed un tal Miai retta erano a parte de* progetti criminosi, nonché gli emigrati siciliani professore Ferrara, Do Pasquale e l'avvocato Scelsi, fra gli ardenti propagandisti della rivoluzione siciliana va indicato un abate Fiorenza di quell'isola. Vengono qualificati pure i siciliani Crispi-Gcnova o Giovanni Battista De Giuseppe di Girgenti quali aitivi cospiratori nonché l'avvocato Angelo Bargoni di Cremona... F. Carafa.