Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1287>
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/ Fardello, di Torre Arsa
1287
in armonia con quanto, nel campo dell'azione, stavano facendo gli altri patriotti siciliani: operare in armonia; ma, nello stesso tempo, prevenire gli effetti di un temuto fallimento dell'insur­rezione che, contemporaneamente, preparavano i democratici per prevenire il pericolo murattista. Si stendono così due nuovi memoriali durante la preparazione del movimento (440). C'è, anzi, per sostenerlo, una tregua di partiti. 11 Torre Arsa stesso fu questa volta lieto dell'insurrezione (441); e, pur conoscendo in quali mani era il moto, era disposto a dare il suo aiuto affinchè esso riuscisse: anzi la commissione di Genova, Torre Arsa, Amari e Marano ha deciso di tenersi viva anche in caso di notizie sinistre e di non cessare dal lavoro fino a tanto che la riu­scita che oggi mancasse non si toccasse domani (442). Quindi fu facile creare un fronte unico dei partiti patriottici. Se la meta era identica per tutti e solo differivano i mezzi, era, di fronte al raggiungimento di essa, tempo di abbandonare ogni pregiudiziale di partito. Sotto questo riguardo, l'atteggiamento degli esuli in quella occasione era una prova anticipata del '60. H Torre Arsa promosse una sottoscrizione che avrebbe dovuto avere il signi­ficato di un atto di solidarietà fra gli esuli, senza distinzione di partito (443). Si cercò anche di andare oltre questa manifesta­zione e ci furono approcci fra i rappresentanti dei due partiti e riunioni a Torino ed a Genova, ove il comitato piemontese mandò un inviato con profferte di aiuti. Ma l'esito negativo tanto del­l'iniziativa del Torre Arsa quanto di quegli approcci dimostrò che la concordia desiderata era un fatto prematuro, come prematuro era sperare nel successo della rivoluzione, sia che si usasse il metodo diplomatico dei moderati, sia quello dell'azione diretta dei democratici (444).
Difatti se l'azione insurrezionale fallì, anche quella diploma­tica fu sconfitta. I moderati non riuscirono a smuovere Pal-
(440) C. AVAUWA, Jl. Settimo nel Ris. siciliano, Bari, 1928, pp. 227. 233.
(441) Ibid., p. 232.
(442) A. BARCONI, Memorie di A. Itargoni, cit., p. 43, lctt. di A. Bargoni a G. Cadolini. 16 die. 1856.
(443) Bibl. Fard.. Cari. Torre Arsa. leu. di Piraino, 11 die. 1856; del Settimo, 11 e 24 die. 1856; del Monroy, 18 die. 1856. Sull'argomento una lettera di G. Onde al Roccaforte del 5 die. 1856 (Ardi. Stor. Patria Sic.).
(444) SttlTesito. Cari, Torre Awa, leti, del Piraino, 22 die. 1856.