Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1288
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1288 Francesco De Stefano
inerston dalla sua indifferenza (445). Panizzi, loro grande collaboratore, uscì dal secondo colloquio al Foreign Onice con la convinzione che non era il caso di fare altri scritti né di dirigersi ad altri saltimbanchi, qualunque sia la lingua che parlino (446).
A
Un senso di delusione e di amarezza si impadronisce degli esuli dinanzi alle rovine accumulatesi durante un anno trascorso nella più febbrile attività, vissuto tra lotte e speranze, chiusosi con una tragedia. Al grido di dolore e di esecrazione levatosi nel dicembre sanguinoso, succede un coro sommesso che mormora l'epicedio della libertà, caduta tra l'indifferenza della diplomazia internazionale ed il piombo dell'antico regime. Prima a giungere al Torre Arsa è la voce lontana e triste del vecchio Settimo esule a Malta (447); poi da tutti i punti in cui remigrazione è dispersa arrivano le altre, intonate allo stesso dolore, alla stessa delusione ed anche al confiteor delle proprie colpe, prima e massima la discordia manifesta e spinta all'eccesso nelli emigrati .
Il Torre Arsa, che questa volta aveva approvato l'azione, è così stanco e deluso che vuole abbandonare la politica (448). Egli consiglia di lasciare trascorrere questo primo momento nella riflessione e nel silenzio dignitoso. Lo Scalia si sente da lui confortato a persistere nell'idea che ce un dignitoso silenzio è più nobile che le querimonie imponenti come era meglio tener la spada nel fodero se doveva spezzarsi nel cavarla . Il Piraino fa voti che il sangue versato e l'opera dei buoni patriotti producano quel bene che non è più da sperare dall'influenza straniera (449).
Ma, trascorso il primo istante, gli esuli riprendono coraggio e, con tenacia degna della causa per cui lottano, ricominciano
(445J Sui vari tentativi, v. DE MAIUA, L'opera degli emigrati siciliani nel '56,
pp. 34 aeg.).
(446) Cari. Torre Arsa, lett. dui Panizzi, 24 die. 1856.
(447) Ibid.. leu. del Settimo. 1 gennaio 1857.
(448) lbid., lett. del Raeli, 8 gennaio 1857.
(449) Ibid., lett. dello Scali, 15 gennaio 1857, in risposta a quelle del Torro Arsa del 2 e del 10 gennaio; lett. del Piraino, 17 gennaio 1857.