Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1289>
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/ Fan iella di Torre Arsa
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1 opera, chi tornando ai preparativi di nuove insurrezioni, chi agendo presso i governi dei vari paesi pensando che è meglio impiegare il denaro in pubblicazioni che tengano desta l'opi­nione pubblica e la pieghino in favore della loro causa, anziché in armamenti omeopatici che finiscono in insuccessi e in fucilazioni (450).
I moderati quindi tornano a battere le porte delle varie can­cellerie con nuove memorie. Il Torre Arsa e l'Amari insistono a Londra pel tramite dell'infaticabile Scalia, ma senza alcun risultato (451). Le discussioni al Parlamento subalpino e le dichiarazioni del Cavour costituiscono un'altra delusione per gli esuli. Eppure il richiamo di Torino è sempre,forte: ce bisogna accoppiare la rivoluzione col Piemonte: questo è il gran punto a combinare . Se il sapere che la questione siciliana sarebbe stata oggetto di discussione al Parlamento inglese era motivo capace di ridestare le speranze, tuttavia si presentiva la steri­lità di essa (452). Difatti, una conversazione tra Enrico che, di ritorno dalla guerra in Crimea, era andato a stabilirsi a Londra lo Scalia e lord Minto, persuade i nostri che bisogna attendere che il tema torni in nauti al pubblico, e diventi a proposito (453). Ma era facile comprendere che, in quel quarto d'ora d'austrofiiia attraversato dall'Inghilterra per i contrasti con la Russia, la questione italiana ed, a maggior ragione, quella siciliana passassero in seconda linea. Trionfare con le sole forze proprie era impossibile; il Torre Arsa, anzi, pensava che neppure il Mezzogiorno si sarebbe mosso senza il concorso delle truppe (454).
E difatti, a distanza di un anno, oltre gli insuccessi delle nuove trattative, gli esuli vedevano il fallimento dei nuovi ten­tativi insurrezionali in Sicilia e nel Mezzogiorno. Da questo
(450) Cari. Torre Arai, leti, dello Scalia, 15 gennaio 1857.
(451) Ibid., leu. del Ferrara, 31 gennaio 1857; leu. del Settimo, 4 febbr. 1857. (452.1 Ibid., leu. del Pereti, 28 marzo 1857. E tale fu; v. Parliamentary
Debntes, ser. HI, voi. 144, pp. 2430*34, interpellanza del 19 marzo 1857 del eonte di Hardwicke, del conto Clarendon, del conte Grey, del conte Gran ville, del conte Ellenborough. A quest'ultimo è diretta la lettera scritta il 24 aprile-dal Torre Arsa quale presidente e da Enterico Amari qua! vice presidente della Camera dei Comuni delTanno 1848, nella quale si ringrazia il nobile lord delle generose parole da lui pronunciate nella Camera del pari (BibL Fard., Carte T. À.i.
(453) Cart. T. A., leti, dello Scalia, 13 maggio 1857.
(454) Ibid., lett. del Raell, 23 aprile 1857. Cosi la pensava anche M. Amari, lati, a G. Ricciardi 12 maggio 1857 (Cori, eh' M. Amari, II. p. 50).