Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
1291
>
/ Fardello di Torre Arsa
1291
di chi si vede prossimo alla stazione, dopo lungo e faticoso camminare. Ormai il guanto è gettato ed a mio avviso l'Austriaco o in un modo o nell'altro dovrà varcare le Alpi. Sarà questo il vero trionfo della causa italiana (459). I sacrifìci che ci fanno travedere come prezzo dell'alleanza francese , poiché da soli non si può condurre la lotta, valgono la pena di essere accettati per il sommo bene della cacciata dello straniero ed ogni altra cosa da verificarsi in periodo più o meno lungo .
Sarebbe stato, difatti, impossibile limitare l'incendio alla sola Italia settentrionale. Egli vedeva già il trono borbonico barcollante e prevedeva la catastrofe che sperava solenne e completa (460). L'opposizione inglese, che, per bocca del ministro Derby, proclamava il suo interessato pacifismo, ormai non turbava il Torre Arsa. Egli credeva fermamente nella guerra . Napoleone era troppo impegnato per retrocedere, né il Cavour l'avrebbe più lasciato, ora che il monarca francese si trovava alla sua mercè; d'altra parte, la guerra sarebbe stata utile alla Francia. H dado era tratto. IL resto lo farà l'Austria. Nei riguardi della Sicilia, se la guerra porterà all'unificazione, essa sarà parte integrante dell'Italia; se l'Italia rimarrà divisa, la Sicilia dovrà avere la sua autonomia ce compiendo però tutti i doveri che in questo momento le impone il grande interesse della guerra nazionale (461).
Per questo egli esortava gli amici a dare con la massima serenità di coscienza tutto l'appoggio al Cavour. Egli che, da ministro nel '48, aveva invano sperato che il gabinetto piemontese il quale ce rappresenta il vero interesse italiano accettasse l'offerta della corona siciliana e che Carlo Alberto, mettendosi a capo del movimento nazionale, riordinasse la Penisola a forma federativa esprimente la sua nazionalità , ora vedeva, con soddisfazione, nel Cavour un ministro che preparava la morte delle idee municipali piemontesi e si faceva I' iniziatore della nazionalità italiana che esisterà allorché uno stato forte sarà cosi solidamente costituito da riassumere in
(459) Leu. del Torre Arsa al Calvino, 15 gennaio 1859. pnbbl. G. E. CURA!NJLO, Garibaldi, Vittorio Emanuele, Cavour, noi fasti della patria, Bologna.
(460) Leu. del Torre Arsa al Calvino, 31 gennaio 1859, in CI/RATULO, op. cil. Le notista della Sicilia confermavano 11 gran fermento esistente nell'isola, v. fra l*aliro, una leti, del Pannasi in data 8 febbraio 1859 in C BnooKS, A. Panizzi, Manchester, 1931, App. XI, p. 231.
(46Ji Leu. del Torre Arsa il Calvino. 13 aprile 1859, in CUBATULO, op. cit.