Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1292
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1292 Francesco De Stefano
sé gli interessi maggiori e 1"avvenire politico delle altre frazioni della Penisola (462). Per questo egli scriveva al Calvino, amicissimo suo, ma militante nel campo avverso, che 11 dovere dei siciliani si è di appoggiare, per come e quanto possono, questo governo e tenersi pronti a correre in patria appena lo potranno . La collaborazione del Torre Arsa alla politica cavourriana era già cominciata. Neil9 ultima fase della lotta drammatica tra democrazia e liberalismo, tra Mazzini e Cavour, il posto del Torre Arsa dev'essere col secondo. H suo atteggiamento contrasta con quello di parecchi suoi amici, dei due fratelli Amari e del Ferrara in modo speciale (463), irrigiditi nella concezione dell'autonomia che conserva ancora per essi l'antico significalo e che sostengono nel memoriale steso per il Congresso che si ventilò prima dello scoppio delle ostilità e nell'altro scritto durante il corso di queste; mentre un altro autonomista, Giovanni Ondes, il quale dichiarava che se Cavour l'avesse fatto sbirro, allu-strastivale o boia (464), avrebbe servito gratuitamente, pur di fare qualche cosa per l'Italia, si diceva pronto a sottoscrivere la memoria che una commissione siculo-napoletana preparava per Vittorio Emanuele e per Napoleone, onde non riconoscere la neutralità del regno di Napoli, purché vi si aggiungesse che a tanto Napoli quanto la Sicilia divenghino due parti integranti del grande Stato italiano che sarà per formarsi (465). Il che contrastava con quanto chiedeva il memoriale Amari, cioè un'unione personale con due corone separate di Napoli e Sicilia sul modello di quella di Svezia e Norvegia. I dissensi che il Torre Arsa s'augurava tacessero rimettendosi alla pace le questioni di ordinamento interno e lasciando ce da canto ogni questione governativa perchè dopo la guerra, disgraziatamente non ci mancherà il tempo di lacerarci tra noi , erano però sempre vivi (466). Giambattista notava con amarezza le conseguenze di non essersi innalzata una bandiera italiana unificatrice (467).
(462) Luti, de] Torre Arsa al Calvino, 13 aprile 1859, in CUBATOLO, op, ci.
(463) Arch. Si. Patria di Palermo, filza Roccaforte, leu. di Ondes al Rocca forte, 13 aprile 1859.
(464) Àreh. Si. Patria di Palermo, filza Roccaforte, leu. di Ondes al Rocca* forte, 3 giugno 1859.
(465) Ibid.t lett. di G. Onde ai Roccaforte, 7 giugno 1859.
(466) Lett. olir* del Torre Arsa al Calvino, 15 gennaio e 13 aprile 1859, in
GuiuxuLO, op. eh.
(467) Bini. Fard., Cari. Tórte Arsa, lett. di Giambattista al Torre- Arsa,
8 giugno 1859.