Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1294
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1294 Francesco De Stefano
non conservava più l'ampiezza del significato d'un tempo; l'autonomia era considerata, non come principio assoluto, ma come formula provvisoria finche provvisoria fosse stata la condizione della nazione. L'Italia una, la Sicilia parte di essa. L'Italia divisa, e la Sicilia si abbia la sua amministrazione (469), ripeteva il Torre Arsa. E questa opinione egli conservò durante la guerra auspicata come liberatrice e nella quale erano poste le speranze sue e degli esuli. E così scrivendo, egli si muoveva nello stesso ordine di idee del Ricasoli che parlava di unione; e del Puccioni che parlava di unione politica e non amministrativa (470).
La notizia dell'improvviso ed inatteso arresto della guerra, della fine così prossima e così inesplicabile sorprese dolorosamente il Torre Arsa e lo gettò in una perplessità angosciosa, ce Ognuno di noi ne ha il cuore trafitto al solo pensarvi, e vorrebbe fare il possibile per alleviare la cruda sorte dell'amata terra natia; ma cosa fare e a chi rivolgerci? .
L'armistizio di Villafranca pareva rinviare sine-die, insieme con quella italiana, anche la soluzione della questione siciliana (471). Ambedue apparivano, ed erano ancora, subordinate al consenso delle due grandi potenze.
Dopo Villafranca, che parve un tradimento francese e il ritiro del Cavour dal ministero, era naturale che i passi dei moderati si rivolgessero di nuovo verso l'Inghilterra. La dolorosa condizione della terra natia faceva sentire più forte il dovere di non restare oziosi. Bisogna inoltre pensare anche all'esilio decennale che soffrivano gli emigrati, alla probabilità di dover soffrire chissà per quanto tempo ancora, al rimorso, direbbe il Settimo, di non fare qualche cosa per la infelice
(469) Or. lett. del La Maga ai Rizzar i, 23 giugno 1859, pubbl. dal FAINKIXI, Come si venne a Quarta, Nuova Antologia* 1" giugno 1932, p. 319, n. 1.
(470) Leu. del Ricasoli al Ricci, 17 giugno, del Faccini al Ricasoli, 18 giugno, e del Riraaoli al Ricci, 22 giugno 1859, in M. Pucciom, L'Unità d'Italia nel pensiero e nell'azione del barone Bettino Ricnioli, Firenze, 1932, pp. 76, 78, 81, e la eonel. a pp. 82 seg.; v. anche p. 119.
(471) Leu. del Torre Area ai Calvino. 18 luglio 1859, in CUBATOLO, op. ctt.