Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1295
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/ Fardello dì Torre Arsa 1295
terra (472). L'impresa non era facile ma un naufrago non può scegliere i modi di salvamento, e deve attaccarsi al pezzo di legno più prossimo (473). Ma la coscienza che l'agitazione, lungi daU'afnevolirsi, si accrescesse, e d'altra parte, l'incertezza dell'avvenire, indussero i nostri esuli ad agire profittando del momento, quando non per altro, per protestare un'altra volta e non fare dimenticare il nome della Sicilia (474).
Ora che sul Mincio l'opera dell'unificazione era rimasta tronca e il nuovo ministro Rattazzi aveva dichiarato ce che per la Sicilia non vi era nulla da fare poiché l'Italia meridionale era fuori questione , non restava, se volevasi continuare la lotta per la libertà, che prendere la croce ed avviarsi al calvario, come aveva scritto al Torre Arsa lo Scalia, all'indomani di un'altra delusione (475). Gli Amari avrebbero voluto che il Torre Arsa fosse stato a Milano sino alla partenza dell'imperatore francese e fosse andato a Torino per mettersi d'accordo con il Ferrara ed il Cordova (476). Poiché egli non era andato, si voleva che scrivesse calorosamente al Carini, esule a Parigi, o che si recasse in quella capitale. Dalle lettere degli esuli spunta, ad ogni passo, un senso di sconforto per l'isolamento in cui si vedevano abbandonati, per l'indifferente silenzio che trovano dovunque. Tutti parlano della questione italiana e nessuno pronunzia mai una parola sull'Italia meridionale che alla fine dei conti forma la metà dell'Italia. Che cosa sono quegli undici milioni di uomini? Giapponesi o indiani? E volessero non parlare di Napoli, nell'idea che ha il governo che merita avendo truppe sue nazionali, ma come non si dice una sola parola della povera Sicilia oppressa e schiacciata da 30.000 croati napoletani? Come va che il Governo Piemontese non abbia avuto orecchie per sentire gli strazianti gemiti della Sicilia, mentre sentiva i tenui e direi insignificanti lamenti della Toscana? (477). Ma pre-
(472) Bibl. Fard., Cari. Torre Arsa, Ictt. del Settimo al Torre Àrsa, 30 luglio 1859.
(473) Ibid., leu. del Torre Arsa al Settimo, 2 agosto 1859, in AVABNA, op. cit., pp. 24446.
(474) Ihid., lett. del Torre Arsa al Settimo* 9 agosto 1859, in AVABNA, op. cit.,
P. 248.
(475) Ibid., lett. del Cordova ni Torre Ar*a, 22 luglio 1859; lett. dello Scalia,
26 maggio 1856.
(476) Ibid., lett. del conte Amari 14 luglio 1859.
(477) Arch. Stor. Patria di Palermo, filza Roccaforte, lett. di G. Ondes al Roccaforte. 29 sett. 1859.