Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1296>
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1296 Francesco De Stefano
valse l'opinione che bisognasse a farsi valere in Inghilterra, e se vi è congresso penetrare presso i componenti di esso . In lina riunione alla quale parteciparono i fratelli Amari, gli Ondes, il Ciaccio, il Ferrara, il Fiorenza, ecc., fu deciso di stendere subito un memoriale da sottoscriversi da Settimo ed altri parla­mentari e di pregare il Torre Arsa di recarsi a Londra. Ti Cor­dova insistette affinchè il Torre Arsa partisse col principe di Pandolfìna (478). L'andata del Torre Arsa a Londra cadeva nel tempo in cui la soluzione della questione italiana pareva aggiornata per l'arresto della guerra. Dall'insofferenza dell'ina­zione, dall'impossibilità della rassegnazione nasceva la poli­tica della disperazione , come nel '56. Se in alcuni era scet­ticismo sul risultato, tuttavia era diffusa la convinzione che non si dovesse restare inattivi. Forse nessuno del suo gruppo più del Torre Arsa medesimo, come appare da una lettera di Giam­battista, era convinto dell'incertezza del risultato. Ma il Cor­dova gli osservava che, dalla incertezza alla inutilità della cosa vi è una gran distanza e che era dovere per il Torre Arsa di richiamare l'attenzione dell'Inghilterra sui nostri rapporti con Napoli prima che si riunisse il congresso (479). Al Torre Arsa si chiedeva un nuovo sacrificio ed egli lo compì (480). Spinto dagli amici vicini, confortato da quelli lontani, egli batteva la via di Londra con lettere il cui tenore si compendiava nella unione personale di Napoli e Sicilia sul modello di Svezia e Norvegia (481). Un sospiro di sollievo, di gratitudine, di spe­ranza lo accompagna mentre va a picchiare le porte del­l'egoista diplomazia (482).
Il programma con cui si presentava la missione a Londra era ancora quello autonomista, ma la decennale esperienza dell'esilio aveva influito sui nostri esuli. Si chiedeva l'autonomia ma si voleva che la Sicilia concorresse alla unificazione di essa
(478) Bibl. Fard., Cari- Torre Àrsa, leu. del conte Amari, 20 e 27 luglio 859; leu. del Cordova, 15 luglio 1859.
(479; ìhld., leu. di Giambattista, I" agosto 1859; lett. del Cordova. I ag. 1859.
(4H0i Ihid.. leu. del conte Amari, 10 agosto 1859.
Ì48J'I Lett. del Torre Arsa al Settimo, 9 agosto 1859. in A VAHNA -ine. e il. L'Oddo (FAJNBI.LI, op. ci!... p. 323) scrìve al La Mnen che era partito per abboccarsi con La Farina, Ferrara e Cordova, Cfr. Cart..' Torri!-. A-vsa. leti, del Settimo, Ì3 e 20 ago-ito 1859. Per lo 'infeaiotìe del Torre Arso a Londra efr. anebe Lo Presse di Parigi, del 4 sett. 1859.
(482) Cari.. T. Ay, leti, del Pere*, 18 agosto 1859,