Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1298
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1298 Francesco De Stefano
Marat panni che si prestasse da chi non lo dovrebbe facile orecchio a certe assicurazioni che i fatti oramai hanno fatto conoscere di qual peso siano . L'unico suo conforto era quello di avere fatto tatto il possibile affinchè ce la mano del tiranno non pesi tanto grave sol nostro paese . Ma quanto alla missione in sé, a Coi si era sobbarcato come ad un ingrato dovere, non lo commuovevano le lodi di Emerico Amari e degli altri che lo avevano spinto a quel passo, ed era indifferente anche ai rimproveri del La Farina: egli era con* vinto che nello stato attuale delle cose, quanto all'Italia meridionale ed alla Sicilia, non vi fosse da sperare se non in una soluzione di forza, e quanto all'Italia in generale credeva che, pur essendo ce la unificazione il modo migliore , essa non sembrava prossima ad essere raggiunta (487).
Ma una rivoluzione in Sicilia appariva impossibile, come dimostravano il fallimento del tentativo dell'ottobre e le notizie ehe il Naselli inviava al Torre Arsa sulla situazione dell'isola (488). H Naselli gli comunicava che ai ministri inglesi e francesi a Napoli erano mandati protesti ed indirizzi; che nei liberali c'era l'ansia ma non la capacità di uscire dalla situazione in cui si trovavano anebe mediante una soluzione provvisoria; che si desiderava pertanto una banda di emigrati coraggiosi che sbarcasse nell'isola, che Garibaldi venisse con un pugno di prodi (489). Le lettere esortavano anche ad agire presso i diplomatici che si sarebbero riuniti nel prossimo congresso (490).
La nuova assise internazionale ridestò le speranze polarizzandole ora verso la Francia (491). Si esortò di nuovo il Torre Arsa, ma invano, affinchè si muovesse e si inducesse a ce tracannare sino all'ultimo sorso le amarezze e i disinganni della politica (492). Emerico Amari scriveva un memoriale per Napo-
(487) DB MARIA, op. cit., ne La Sic. nel Ris., 1 (1931), I, 68; BibL. Fard., Cari. Torre Arsa, lèti', di Giambattista, 20 agosto 1859.
(488) lbid.t letL del Naselli, 20 nov. 1859.
(489) Sulla contemporanea organizzazione garibaldina, v. leti, del Crispi, 29 die. 1859, in J. WHJTK MARIO, Vita di Garibaldi, Milano, 1882, I, p. 195.
(490) A ciò pensava E. Amari (leu, dello Stabile a M. Amari, 5 gennaio 1860, in Caft. di M. Amari IH, p. 198. Cfr. lett. 24 febbr. dello stosso a p. 195).
(491) Arcb. St. Patria di Palermo, filza Roccaforte, lett. di G, Ornici? al Roc caforte, 18 die. 1859.
(492) Cart. Torre Arsa, leu. del conte Amari, 23 die. 1859.