Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1300>
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1300 Francesco De Stefano
zione polìtica a fin d'anno sembrò maturare un nuovo indirizzo. Giambattista osservava con diligenza Io svolgersi degli avveni­menti e costruiva, con chiara antiveggenza, l'avvenire prossimo. Intanto riferiva minutamente al fratello sulla situazione roma­gnola, in una serie di lettere che costituiscono una pagina inte­ressante della storia politica e militare della Komagna nella seconda metà del 1859.
Ma la visione del futuro era sempre presente al suo spirito ed egli vi gettava uno sguardo scrutatore che glielo rivelava intero. Nell'anno prossimo le sorti delle due Sicilie devono necessariamente cambiare migliorandosi in guisa che ci sarà per­messo di onoratamente fare ritorno al simpatico Misiligia-fari (499). (Torre arsa). L'Italia centrale non tornerà indietro; Napoli non resisterà all'urto di mezza Italia liberata. Glielo dice il suo convincimento che in undici anni d'esilio è stato sempre fatidico . Così egli scuote anche il fratello maggiore, rimuoven­dolo dalla sua visione alquanto pessimista e facendo anche dile­guare le ultime diffidenze verso Napoleone ce Se all'Italia non verrà a mancare la protezione imperiale francese, venga pure una seconda guerra, la pacifica annessione dell'Italia centrale al Piemonte, la nazionalità italiana è un fatto compiuto l'Italia è. La logica dei fatti è evidente. La Venezia e Napoli devono ne­cessariamente cadere (500). In tal modo l'alba del nuovo anno sorgeva radiosa di speranze e di attesa nel loro avverarsi immancabile.
A.
Chi non si fa vivo è il fratello Enrico. Egli che amava la vita libera ed attiva nella campagna solatia dove aveva trascorso la giovinezza, ora vive sotto il cielo nebbioso di Londra, ammalato per gran tempo, crucciato di tutto, angustiato dalla mala piega degli affari commerciali con cui tentava di riparare gli ultimi strappi apportati al patrimonio assottigliato dall'avventura in Oriente (501). Gli amici del fratello maggiore, specialmente lo
(499) Cari. Torre Àrsa, leu. di Giambattista, 11 die. 1859.
(500) Ibut., leu. del 21 die. 1859 e 14 gennaio 1860.
(501) Arci, eonte Fardella T. A., lett. di Enrico, 6 febbraio 1856; leti, di Enrico, n ottobre 1859.