Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1301>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1301
Scalìa, che meglio d'ogni altro ne conobbe l'animo e i bisogni, ed il Panizzi, l'esule grande, protettore degli esuli nella sua seconda patria, IV unofficial ambassador d'Italia, gli rende­vano meno difficile l'esilio londinese interrotto, di tanto in tanto, da qualche viaggio in Francia per ragioni di commercio (502). Ma era impossibile che Enrico si estraniasse del tutto nel campo degli affari. Negli stessi viaggi in Francia, egli aveva col­loqui con gli amici politici del marchese, e forse qualcuno di quei viaggi, sotto la parvenza dell'interesse, celava un motivo politico (503). Con l'amico Scalia egli partecipò, fra il '56 e il '57, ai tentativi compiuti presso il vecchio mondo ufficiale lon­dinese per migliorare le condizioni della Sicilia, conobbe le antiche figurine tra cui il <c rimbambito Minto, assistette al crollo delle ultime illusioni nell'appoggio britannico ad una soluzione separata della questione siciliana (504). I colloqui con l'amico Scalia e le riflessioni sulla condotta dell 'Inghilterra, riconfermarono in lui il giudizio che un giorno aveva dato del Piemonte e della sua funzione storica in Italia. L'unico gua­dagno fatto, vivendo all'ombra delle libere istituzioni inglesi, da lui tanto magnificate, fui il rafforzarsi del suo liberalismo. La decisione, maturatasi nel '59, di estendere i suoi affari anche in Sicilia (505), dimostrava che, come i fratelli, anch'egli nutriva fede in un prossimo trionfo della libertà nell'isola nativa.
Dalla corrispondenza del marchese di Torre Àrsa si rileva che il suo atteggiamento nei riguardi del Cavour era sempre quello manifestato al principio del '59. Egli sapeva che nel Congresso del '56 le parole del Clarendon riguardanti la Sicilia
(502) Bibl. Fard., Cari, Torre Arsa, leti, dello Scalisi, 3 e 21 aprile; 6, 7, 15 maggio 1856; 11 marzo 1857; 30 gennaio 1860, ecc. Spesso le lettere per Enrico erano indirizzate presso il Panìzzi, al Britisb Museum (ArcJh. conte FafdeUa T. A., leti, di Enrico, 16 giugno 1857). Sull'opera del Panizzi nel Risorgimento e i rap­porti con gli esuli italiani, v. C. BHOOKS, op. cit.
(503) Cari. T. A., leti, dello Stabile, 6 die. 1856.
(504) Arch. di Slato di Napoli, Ministero e Real Segreteria di Stato degli Affari Esteri, n. 6497 - - riservata Napoli, 10 novembre 1856. Per un colloquio col Minto, v. Cari. Torre Arsa, leu, dello Scalia, 13 maggio 1857.
(505) Arch. conte Fardella T. A., leu. di Giambattista, 5 gennaio 1859.
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