Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1302>
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1302 Francesco De Stefano
erano riuscite nuove al Cavour (506). Questa esperienza gli dava maggior ragione per sostenere la necessità di accostarsi al grande ministro. Sarebbe stato ora opportuno fargli leggere la memoria preparata da Emerico Amari per il nuovo congresso di Parigi, affinchè il Cordova potesse commentarlo e farlo gra­dire (507), oc Io farò di tutto, scriveva il Torre Arsa (508), perchè si riconosca la necessità di non trascurare Cavour. Noi in questo momento, più che in ogni altro, abbiamo bisogno di una specie di dittatura per riunire le sparse fila, e per dare un'unica spinta alle poche forze che ci restano. Non posso tacervi che mi parrebbe ormai si dovesse deviare un po' dalla via sinora battuta, e di non domandare la ristorazione della nostra libertà, in forza del nostro diritto storico, io che verrebbe in contraddizione ai principi ch'è interesse maggiore far valere altrove .
Come all'inizio del '59, egli faceva di tutto per dissipare presso gli amici le diffidenze verso il Cavour. È vero che anche al Torre Arsa la conclusione del processo unificativo non sembrava imminente, per quell'aura non troppo favorevole che gli pareva spirasse dalle cancellerie europee; ma bisognava attenderla; ed allora et anche nel caso, per ora non probabile, che l'ultimo atto del gran dramma dovesse essere l'unità dell'Italia intera, la Si­cilia vorrei che vi fosse assorbita non come parte di Napoli ma come Sicilia . Perciò l'argomento su cui si svolsero le trattative dei primi tempi fu quello della annessione della Sicilia al Pie­monte e del modo di farla.
Della necessità dell'annessione il marchese era, come Giam­battista, convinto, ma non voleva l'annessione incondizionata oc poiché quest'atto toglierebbe... la ritirata sul terreno delle isti­tuzioni separate se l'annessione non riesce e si va ad un assetto libero del governo delle due Sicilie (509).
Le preoccupazioni per un voto incondizionato appaiono legit­time, se si pensi che la situazione in Sicilia era diversa da quella dell'Italia centrale; che, sino al mese di marzo, l'atteggiamento
(506) Leu. del Torre Arsa a Cordova, 9 gennaio in V. CORDOVA, Ricordi della vita di Filippo Cordova, in Discorsi, ecc., Roma, 1889, p. 99.
(507) DB MARIA, op. eh., mLu Sic. nel Ria., 1 (1931).
(508) Leu. del Torre Arso a Cordova, 20 gennaio, In CORDOVA, op. ciU, p. 100.
(509) Cari. Torre Arsa, loti, del Cordova, 6 febbraio 1860,