Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1303>
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/ FardelLa di. Torre Arsa 1303
del Cavour stesso nei riguardi del regno delle due Sicilie non fu chiaro; e che il pericolo murattista non era ancora scomparso in mancanza di una politica chiara ed in presenza di Napoleone ancora troppo potente (510).
Giambattista, invece, non partecipava a queste preoccupa­zioni. 0 le concessioni costituzionali borboniche avrebbero pro­lungato ancora per qualche tempo la esistenza della dinastia o la rivoluzione l'avrebbe cacciata ed avrebbe proclamato l'annes­sione al regno sabaudo. Il principio del non intervento straniero garantiva dal pericolo della intronizzazione del Murat. Se il Piemonte si fosse deciso per la guerra, l'Italia sarebbe stata fatta e presto. L'avvenire della Sicilia non avrebbe potuto essere diverso da quello della Romagna e della Toscana (511). ce La nostra rivoluzione non può essere ascoltata dall'Europa ed intesa ed aiutata dall'Italia se non in nome della nazionalità italiana e dell'annessione al regno d'Italia ed alla casa Sabauda. Ogni epoca ha il suo principio, la sua idea predominante, che uccide ed assorbe le idee e gli interessi secondari e di minore entità. Quindi è necessità che ci siano interessi offesi ed individualità assorbite in vantaggio del maggior numero di uomini (512). Questo concetto aveva affermato, un anno prima, anche il fra­tello maggiore, quando aveva parlato di uno stato forte che riassume in se gli interessi maggiori e l'avvenire politico de le altre frazioni nazionali (513). Ma appunto il riconoscimento di questa necessità storica ineluttabile gli dava altro motivo di preoccupazione. La Sicilia, meno evoluta delle altre parti d'Ita­lia, in quali condizioni si sarebbe trovata dopo l'assorbimento? In questo motivo è implicito il suo atteggiamento dinanzi al pro­blema dell'assetto amministrativo del regno unitario. Comunque, importava anzitutto la liberazione del paese e non v'era altra via ad essa, se non quella così chiaramente additata da Giambattista e caldeggiata presso gli amici senza grandi risultati (514). Della stessa necessità si rendevano conto anche alcuni amici rimasti in Sicilia (515).
(510) CHIALA, op. cit., IV, pp. xcvui-cxxxv.
(511) Cart. Torre Àrea. lett. di Giambattista, 18 febbraio 1860.
(512) IbUL
(513) LeU. del Taire Arsa al Calvino, 13 aprile 1859, in Cimmn.0, op. ejf . '514) Cari. Torre Arsa, lett. Cordova, 27 febbraio 1860.
(15) Cart. T. A. lett. del Naselli, S e 29 marzo 1860.