Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1305
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/ Fardello di Torre Arsa 1305
Torre Arsa accettò e scrisse agli amici di Palermo affinchè non precipitassero gli avvenimenti. Era chiaro che se il governo borbonico non si fosse lasciato attrarre dalla proposta di occupare le Marche, al Cavour sarebbe mancato il pretesto di un atto di ostilità borbonica che giustificasse il suo intervento (521). Anche le informazioni assunte negli ambienti di Corte sulle impressioni del sovrano confermarono che il re si sentiva pure legato dall'atteggiamento del governo di Napoli e che, senza l'intervento di questo nelle Marche, sarebbe venuto meno l'unico modo in suo potere di soccorrere la rivoluzione siciliana (522).
Certamente il governo sardo si occupava della Sicilia come dimostravano il colloquio tra il Fanti e il Cavour per cercare un generale che capitanasse, nel caso, la rivoluzione nell'isola (523); e come dimostrano la lettera che il 30 marzo il Cavour scrisse al Villamarina e la risposta di questo ultimo che gli comunicava il carattere annessionista delle agitazioni di Palermo e di Messina e la possibilità di un moto annessionista come quello che era avvenuto in Toscana (524).
Ma il fallimento dell'insurrezione palermitana del 4 aprile consigliava a tutti un'attesa prudente (525). Poi, quando gli avvenimenti precipitarono, ogni discussione programmatica passò in seconda linea. Le preoccupazioni del Torre Arsa sorgevano ora per la piega che l'azione avrebbe potuto assumere. La sua attenzione e la sua opera tendevano ad evitare la prevalenza dei democratici ed a prevenire il pericolo costituito dalle loro tendenze e dalle loro convinzioni repubblicane. Così egli iniziava la
i(21) Carli A., lett. del Cordova, 5 aprile 1860, e la lettera del Torre Area al Calvino, 30 marzo 1860 (Museo del Rie. di Milano).
(522) Bibl. Fardel- Cart. Torre Arsa, appunto ine. del Torre Arsa, 11 apr. 1860. (528) CMIALA, op. cit., IV, p, xe;..
(524) llnd., pp. GXXXV-VI. Sullo stato della rivoluzione in Sicilia prima del 4 aprile, le leti., pubhl. da C PAOLUCCI, Rosolino Pilo, in Ardi. Slor. Sic., XXIV (1899) pp. 242 *egg. Cfr. M. Rosi. Il Risorgimento italiano e l'aziono di un patrióttacospiratore e soldato, Torino 1906, pp> 186-?, 193.
(525) Fecero troppo premo , disse Vittorio; Emanuele ali'al>. Fiorenza; Cari. Torre Àrea, lett. del conto Amari. 23 aprile 160. Por. i movimenti di aprile e il loro carattere anncBxiontBCa IL Trapani, ove il Jtarmò utf comitato provvisorio o fu liberato il Mochetta cognato dei Torra Arsa, cfc QtrAitoiQifó ' Scy, nella rìvòtm. dal 1860, in Nuova Antologia* 16 maggio 1910, p. 226. Da notare il earar tere -unitario della rivoluzione nella città del Torre Arsa. Y. anche R. DK CESABB, Ut fine di m regno, ft 91?J>' *gg. Me dtotìstratiorii aimcssioniste a; trapani parlano i dispacci dal vice consolli sardo, del 20 aprilo 0 dal maggio 1860 (Areh. di Stato di Palermo, Consolato del re di Sardegna, Rg. 57, n. 15, p. 96 e p* 99 retro).