Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1306
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1306 Francesco De Stefano
vera collaborazione con Cavour. Quindi, se gli effetti del mancato chiarimento sulla questione dell'annessione si faranno sentire sulla sua condotta futura, di fronte al pericolo repubblicano egli non esitava a compiere l'ultimo passo per abbracciare la tesi annessionista.
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In quel turbinoso fine di aprile ed inizio di maggio del '60 il marchese apparisce fiducioso nella vittoria della rivoluzione e tale fiducia riesce a trasfondere negli amici scoraggiati per l'esito infelice della giornata del 4 aprile (526), per la incerta conoscenza del vero stato della Sicilia, e per gli indugi nella partenza della spedizione garibaldina che avevano seguito con gioia ansiosa ed aiutata come meglio avevano potuto (527). In quella situazione ci fu anche chi pensò di inviare un manipolo di esuli arditi. Il conte Amari ne scrisse ad Enrico, fidando nella sua attività (528).
L'esule in quel momento si agitava a Londra, non ostante che il Panizzi ritenesse premature le dimostrazioni e lo Scalia nutrisse scarsa fiducia in esse (529). Ma egli aveva insistito e il 4 maggio, mentre ancora si ignoravano lassù le decisioni di Garibaldi, era riuscito ad organizzare un meeting. La sera stessa il telegrafo gli annunziava che Garibaldi sarebbe partito l'indomani (530). Allora egli lasciò in asso la propaganda e i suoi affari e si precipitò alla volta di Genova. La stessa altalena delle notizie contradittorie sulle decisioni garibaldine aveva impedito al conte Manzoni di avvertire Giambattista, il quale aveva deciso di lasciare la Romagna per partire con la spedizione in Si-
(526) Sogli effetti scoraggianti dol molo. v. le leti, del 9, 11 e 14 oprile e quello del Betonili del 10 aprile; le lett. del conte Amari, dell'll, 14 e 20 aprile 1860, e del conte Manzoni, 15 aprile 1860. Per la fiducia clic il Torre Arsa consigliava, v. ad es. lett del conte Amari, 23 aprile 1860 (Cari. Torre Arsa).
(527) lbid leti., del conte Amari, 11, 14 e 20 oprilo 1860, e dol conte Manzoni* 15 aprile 1860.
(5283? Ibid., lett, en del conte Amari, 23 oprile 1860.
(529) Ibid., leu. dello Scolla, 5 moggio 1860. Cfr. rapporto dell'incaricato d'affari napoletano, pubhl. dal GuAODioWB, in 11 dominio dei Borboni in Sicilia, IL, p. 257, in cui si dice che alla riunione del 4 maggio convennero 300 emigrati
(530) Ibid., lett. del conte Amari, 2 maggie, e dello Scajia, 5 maggio 1860.