Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
1308
>
1308
Francesco De Stefano
Partì, quindi, con la spedizione del Corte; ma, durante il tragitto, essa fa sorpresa dalla crociera borbonica e trasportata a Gaeta (537). Sicché egli perdette alcune settimane nella prigionia, mentre Enrico, più fortunato di lui, organizzava già nella città nativa il reggimento che voleva condurre all'eroe, il quale gli aveva riaperto le porte della patria dopo undici anni di esilio.
CAPITOLO IV. // contributo alla vittoria della rivoluzione.
Alto, biondo, dal portamento e dai modi di un inglese, Enrico divenne, col bruno e vivace Agnetta, il centro del simpatico crocchio che raccoglieva gli intellettuali della spedizione. Siciliani ambedue, ma ammiratori l'uno di Parigi e dei francesi, l'altro degli inglesi e di Londra, discutevano animatamente rendendo meno monotoni i giorni che trascorrevano sul vecchio rimorchiatore (538).
Secondo gli accordi, giunta ad Ustica, la spedizione avrebbe dovuto trovare un battello che avrebbe indicato il luogo in cui Garibaldi ordinava lo sbarco. Ma il battello non fu trovato e l'attesa presso risoletta fu vana. Allora il comandante decise di "veleggiare verso Trapani. Ma, avendo saputo che la città era fortemente presidiala dai regi, la spedizione puntò su Marsala. Partita da Genova quando giungevano tristi notizie sull'esito della prima, anch'essa, dopo sei giorni di navigazione, toccava Marsala in un momento in cui il nemico era ancora. formidabile tra le mura di Palermo . H 2 giugno un drappello guidato dall'Agnetta, rafforzato d'altri volontari del luogo rac*
1537) L'Opinione di Torino, . 170 del 21 giugno 1860. Por fòf liberaisibne, o. 179 àc 30- giugno 1860. Per le vicende delle sjiedlsUma e della ami cattura, A. OiroLOn, Volontari garibaldini catturati dal Barboni, in Ross. star, del Ria*,
V (1018), fljfc. 316.31.
(538) ABAMOLI, op. cil p. 19.