Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1311>
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/ Fardello di Torre Arsa 1311
quindi che il Torre Àrsa, per mezzo del Cordova, offrisse al Cavour la cooperazione del suo gruppo. Partita la spedizione, egli aveva scritto agli amici in Sicilia di decidersi per l'annes­sione al Piemonte. Ma, sin d'allora si stimava opportuno che egli si preparasse ad andare in Sicilia, non appena vi si fosse orga­nizzato un governo provvisorio (549).
La preoccupazione per l'indirizzo che la rivoluzione avrebbe potuto prendere in Sicilia, si faceva in lui sempre più viva man mano che il trionfo garibaldino sì delineava più sicuro. Alle esor­tazioni degli amici affinchè egli andasse in Sicilia si aggiungono ora quelle del Gtialterio e dei cavourriani (550).
Ma nei moderati ch'erano ancora fermi sulla posizione auto­nomista, alle preoccupazioni comuni con gli unitari si aggiun­geva quella particolare per l'annessionismo. Gli esuli ch'erano a Firenze credevano ancora possibile l'interessamento inglese e invocavano l'intervento del Torre Arsa (551); il Ferrara pro­gettava di riunire a Livorno i separatisti e quelli che presumeva tali. Si tentava, come nel '56, di avere il Torre Arsa dalla loro parte. Invece il marchese partiva alla volta di Torino, ove lo chiamava anche il conte Amari, affinchè parlasse ce senza inter­mediari con Cavour e andasse subito in Sicilia (552).
Cavour, pur temendolo, non credeva imminente il pericolo repubblicano; ma gli era facile prevedere lo sbocco che avrebbe potuto avere, se non fosse stato frenato, il movimento democratico che si agitava in quel momento attorno a Garibaldi che aveva già preso le redini del governo dell'isola. Egli distingueva bene nell'antagonismo dei democratici il loro tentativo di assumere la direzione della riscossa nazionale. Lo scopo della sua azione era, quindi, quello di venire all'annessione immediata; ed a questo scopo aveva mandato a Palermo il La Farina onde veder rior­dinare un governo regolare e di reprimere qualunque tentativo
(549) BiM. Fard., Cari. Torre Arsa, leti, del Cordova, 3 maggio 1860; leti, del Naselli, 16 maggio 1860; leti, del Roccaforte, 12 maggio 1860.
(550) Ibid. leti, del Torre Arsa allo Scalia. 13 maggio, ricordata in quella 'disio Scalia a hri del 25 maggio 1860;, llà*ft 4d Cordova, 21 maggio 1860. Nella letti del 23 maggio egli sollecita il Torre Arsa per un abboccamento tra Ini e 1 Cavour.
(551) Ibid. leti, del Roccaforte, 12 maggio 1860.
(552) DE MABM, op. Cit ne ha Sic. del Bis., 1 (1931), I* M 111; BibL Fard., Cari. Torre Arso, leti, del conte Manzoni, 81 maggio 1860 ; v. inoltre Coti* di M. Amari, ti, p. 94.