Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
1313
>
/ Fardello di Torre Àrsa
1313
anni di esilio, tornava per offrire l'opera sua in prò' della patria liberata. Era un prezioso elemento d'ordine ed un amministratore capace colui che il dittatore, conoscendone appieno le doti della mente e dell'animo e il caldo patriottismo , reputava degno di sostituirlo ; ed era un gesto abile quello da lui compiuto con la nomina del Torre Arsa, gesto che rivelava la sua volontà di conciliazione assicurando coloro che diffidavano di lui tanto in Sicilia quanto, sopratutto, a Torino.
H Torre Arsa per la stima che meritatamente godeva (555) e col suo tatto, avrebbe potuto condurre la calma in un ambiente esagitato dall'urto tra il Crispi e il La Farina.
Ma, nonostante le dimissioni venute anche per lui, il Crispi era sempre il consigliere più ascoltato da Garibaldi. Inoltre quella nomina era un atto di portata limitata e temporanea. Il Torre Arsa era stato chiamato alla presidenza del Consiglio ce non come uomo da sostituire Garibaldi nell'assenza, ma nelle momentanee assenze dal Consiglio dei ministri (556). Si aggiunga che egli avrebbe voluto la convocazione di un'assemblea costituente che stabilisse l'assetto dell'isola. Infine, la sua opinione di procedere subito all'annessione della Sicilia al regno di Vittorio Emanuele era contraria a quella del dittatore e dei democratici.
Sia dal punto di vista politico che di quello personale, la permanenza del Torre Arsa nel Consiglio era dunque insostenibile. La risposta di Garibaldi all'indirizzo del Consiglio civico di Palermo determinò le sue dimissioni (557). Dopo una adunanza agitata, nella quale alla sua insistenza per l'annessione, Garibaldi oppose il più netto rifiuto (558), egli rininiziava all'incarico, quantunque gli fosse ce oltremodo penoso allontanarsi dal magnanimo liberatore della patria sua (559). La lettera di
(555) Decr. diuat. cìu
(556) Leu. del Calvino al Bargoni, 9 loglio 1860, In BARCONI, Memorie, cit., p. 133. Sulle vicende politiche del giugno e la parte avutavi dal Torre Arsa, v. anche PERSINO, op. cit., p. 51 e 63.
(557) L'Opinione, n. 183 del 4 loglio 1860, clic riporta dal Giornale ufficiale di Sicilia, del 23 ghigno; v. n. del 29 giugno che coincide con quanto è detto in Cort. di M. Amari, II, p. 99.
(558) Discorso di A, Guarneri, presidente della Storia patria siciliana, in OnO' rame a S. E. Vincenzo Fardello di Torre Arsa, Palermo, 1890.
(559) Lett. del T. A. a Garibaldi, 22 giugno 1860, in DB MARIA, op. cit,, I (1931), I, p. 112; cfr. SANSONE, op. cit., p. 106.