Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1315>
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/ Fardello, di Torre Arsa
1315
Mentre in Sicilia il marchese si trovava in mezzo a queste lotte politiche, sul Volturno, Enrico sì preparava alla battaglia che avrebbe deciso le sorti della rivoluzione. La brigata Milbilz, dopo il 18 settembre, giorno in cui abbiamo visto il reggimento di Enrico agli avamposti di S. Tammaro, era schierata sulla linea seguente (563). Il grosso del reggimento di Enrico, sempre fermo nella stessa località sulla via S. Tammaro-S. Lucia; il reggimento Malenchini, un po' più innanzi, a cavaliere della ferrovia; i reggimenti Sprovieri e Laugè, stavano l'uno a destra e l'altro a sinistra della strada Capua-S. Maria. Gli altri corpi erano in S. Maria. Di fronte alla brigata, forte di poco più di 3000 uomini, stava il generale borbonico Tabacchi con 6500 uomini ; di fronte al reggimento di Enrico, il brigadiere Sergardi, con due reggi­menti di lancieri e quattro cannoni (564).
All'alba del primo ottobre, Enrico, avendo sentito prima un vivo fuoco di fucileria in direzione di S. Angelo e, mezz'ora dopo, un altro sulla strada ferrata, supponendo ed era nel vero che questa fosse il vero obiettivo dell'assalto nemico, lasciò 60 uomini e il capitano Lombardo all'estremità di S. Tam­maro e col grosso del reggimento si spostò per proteggere la fer­rovia retrostante e il fianco sinistro del reggimento Malenchini, compiendo una conversione mirante a congiungere il suo con l'altro reggimento. La conversione avvenne fronteggiando egli stesso il nemico e lanciando sul fianco di questo un reparto comandato dal maggiore Pisani (565).
(563) Sullo schieramento, rapporto cit. di Enrico al generale Milbitz, S. Ma­ria, 9 ottobre 1860 ; CESASI, op. cit., p. 190; TENTI, op. cit., p. 1034; DB Srvo, op. cit., II, p. 271; ODDO, op. cit., p. 948 scg.; 6. CAROLINI, Memorie del Risor­gimento dal 1848 al 1862, Milano, 1911, p. 441 segg.; LA CECILIA, Storia dell'insur­rezione siciliana, Milano, 1860, p. 499; SPROVIERI, Ricordi politici e militari, p. 73; BANDI, / Mille, Firenze, 1903, p. 309; PECORINI-MANZONI, Storia della 15" divisione Tìirr, Firenze, 1876, p. 242.
(564) Sulle Coree nemiche, DE Srvo, II, p. 269, CAROLINI, p. 442; CESARI e TENTI, op. cit.
(565) Relax, eie. di Enrico Fardella, inoltre, GARIBALDI, Memorie, cit., p. 327; LA CECILIA, p. 500; ODDO, p. 949; Drc Sivo, IIS p. 272. Le truppe comandate dal [siciliano Fardella sono ben sui volte attaccate sulla sinistra verso S. Tamaro, sei volte quei bravi respingono il nemico. D Fardella si vede dappertutto, fa tener fermo ai suoi in mezzo a una pioggia di palle. Lo avreste detto un leone non OD uomo {L'Annessione, di Palermo, 9 ottobre 1860, che riporta le parole dal snppl. al Giornale nazionale di Napoli del 5 ottobre 1860).