Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1316>
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1316 Francesco De Stefano
Congiungendosi col Malenchini, Enrico venne a formare il fronte meridionale della difesa concentrata in S. Maria e raf­forzò in quella parte la estrema sinistra della linea garibaldina. L'avanzata del Sergardi contro il suo reggimento ce recò il danno di far unire il Fardella al Malenchini e s'ingagliardì l'avversario dove era assalito davvero (566). La conquista della ferrovia avrebbe dato al nemico una facile vittoria ; perciò esso si accani particolarmente su quel punto. Contrattaccato dal Milbitz in persona, con l'aiuto dei reggimenti di Enrico, del Malenchini, del Laugè e dello Sprovieri, il Sergardi fu costretto a indietreg­giare. Quando sopraggiunsero i principi borbonici e lo stesso sovrano, la battaglia divenne accanitissima su tutto il fronte di S. Maria. La brigata Milbitz contrattaccò di nuovo e questa volta inutilmente. Ma anche i regi erano stanchi; ed alle ore 11, quando essi ritornarono all'assalto, il Milbitz, che aveva rice­vuto rinforzi, coadiuvato specialmente da Enrico e dallo Spro­vieri, li respinse. Alle 16, dopo un ultimo disperato attacco, i regi si ritiravano definitivamente (567).
Il reggimento di Enrico aveva subito gravi perdite e si era comportato bravamente. Il Cosenz, ora ministro della guerra, decretava l'encomio solenne al reggimento; dodici suoi ufficiali erano promòssi (568); il suo colonnello nominato comandante interinale della brigata in sostituzione del Milbitz che era stato ferito nella battaglia (569). Invero Enrico si era meritato questi segni di particolare distinzione. Egli aveva, con la felice riuscita della sua conversione, saldato una frattura pericolosa in un
(566) DE SIYO, IOC cit.
(567) CESARI, p. 194. Sulle vicende svoltesi su questo punto del fronte, v. an­che Alcuni fatti e documenti deità rivoluzione dell'Italia meridionale riguardanti t siciliani e La Mesa, Torino, 1861, p. XCHI-IV. Un resoconto non esalto nel Monde di Parigi, dell'8 ottobre 1860, che lo desume dal Corriere mercantile di Genova, Particolari sull'attacco anche nel Movimento, dell'8 ottobre 1860; cfr. anche MATE-RAZZI, Avvenimenti politici e militari dal settembre al novembre 1860, Napoli, 1861, p. 45 fiegg.; GUEHZONI, Garibaldi, Firenze, 1882, p. 199 seg.; GARIBALDI, Scritti politici e militari, a cura di D. Ciampoli, Roma s. a., p. 192 seg., G. BUTTA, Un viaggio da Boccadifalco a Gaeta, Napoli, 1885, p. 479 segg.; G. RUSTOW, La guerra italiana del 1860, Milano, 1872, pp. 359, 386 passim; Erinnerungen aus dem italie-nischen Feldzuge von 1860, Leipzig, 1861, p. 40 segg.; PECORINI-MANZONI, op. cit., p. 243 segg ; v. inoltre sulle giornate e le vicende della brigata Milbitz, ODDO, p. 951, MATERAZZI, p. 56, TENTI, p. 1035, CESARI, La battaglia del Volturno, in Emporium, voi LXXV, n. 449 del maggio 1932, pp. 283-93, GARIBALDI, Memorie, p. 328, DE Srvo, IT, pp. 273-274. Relazione cit. di Enrico F. al generale Milbitz.
(568) Arch. De Blasi-Fardella, leu. di Enrico, 11 ottobre 1860.
(569) Ibid., lett. del generale Milbitz, 24 novembre 1860.