Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1322
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1322 Francesco De Stefano
La questione dell'assemblea, chiesta e concessa, era tanto viva quanto il timore, specialmente a Torino, che la matassa s ingarbugliasse di più. Ma il decreto di annessione già promulgato a Napoli, fece tramontare l'idea dell'assemblea e segnò il trionfo della tesi dell'annessione pura e semplice. Già essi erano decisi, quando la sua convocazione era apparsa inevitabile, di entrarvi nel maggior numero possibile per dimostrarvi la loro volontà e raggiungere, attraverso la via obbligata, la loro meta (591). E perciò, mentre nelle provincie promuovevano dimostrazioni, insistevano per l'annessione pura e semplice a Torino, ove il governo era deciso a tagliar corto e ad inviare un commissario regio (592). La corrente annessionista trionfava; l'idea dell'assemblea era abbandonata; e si creava, invece, un Consiglio di Stato straordinario a cui era chiamato anche il Torre Arsa (593). Ma egli ne uscì quasi subito per divergenza di idee (594). II 21 ottobre i siciliani d'ogni partito diedero prova di saper sacrificare in nome della grande patria passioni ed interessi, e col plebiscito l'annessione fu un fatto compiuto.
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Fattesi le votazioni, il Torre Arsa fu incaricato di recare l'omaggio della città nativa a Vittorio Emanuele (595). Dopo aver presentato l'indirizzo al sovrano, al quale indicò la necessità di un viaggio in Sicilia, e dopo alcuni colloqui con il La Farina, il Cordova e il Montezemolo, il marchese ritornò nella solitudine di Torre Arsa (596), lieto di aver compiuto quell'atto, ma triste per le condizioni della Sicilia dopo la vittoria.
La situazione per la quale egli aveva insistito sull'annessione si era aggravata negli ultimi tempi; ma già fin dal luglio si era
(591) Arch. conte FardelU T. A., leu. del conte Manzoni a Giambattista, 11 e 19 ottobre 1860.
(592) Lett. del barone Mocbarta a Giambattista, 18 ottobre 1860; leti, di M. Fiorentino a Giambattista, 14 ottobre 1860.
(593) M. Rosi, // Ris. it. e l'anione di un patriota, cit., p. 227.
(594) DB MABTAÌ op, citM hv La Sic. nel Ris., 1 (1931), I. p. 112, H T. A. rimase però consigliere privato. F. BKRTOMNI, Due illustri siciliani dei tempi nostri, in Nuova Antologia, 16 agosto 1889, p. 715.
(595) Lett. del Torre Arsa al Mordini, 23 ottobre 1860, gentilmente comuni* ealami del figlio corom. L. Mordini,
(596) Arcb. conte Fardello T. A... lett. del conte Manzoni a Giambattista, 2 e 17 nov. 1860.