Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1324>
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1324 Francesco De Stefano
Il partito degli autonomisti impenitenti riceveva forza da questa situazione e reclutava seguaci tra i licenziati, gli spostati e il popolino. L'accentramento amministrativo secondo il sistema piemontese faceva sospirare a qualche ex-annessionista l'assem­blea che un giorno era stata progettata. Palermo era una babele; e solo dopo che i santodiavoli degli ufficiali garibaldini par­tirono si inaugurò un periodo di quiete relativa (599).
Questo quadro fosco dipingevano funzionari di servizio e privati cittadini, siciliani e non siciliani. C'era in realtà il male ma c'era anche la moda del dir male. Nasceva così nei borboniz-zanti l'illusione che la rivoluzione vittoriosa stesse per affo­gare. Ed alcuni sventati borbonici credettero davvero Che fosse giunto il momento opportuno per loro e tentarono uno sbarco il quale determinò una reazione in senso benefico (600). Il governo centrale ce dopo l'annessione ignorava completamente lo stato e i bisogni dell'Isola non sapendo altro che quanto ne ha scritto Montezemolo in una dozzina di lettere confidenziali ; ma il diffìcile era trovare gli uomini capaci, cominciando dal luo­gotenente (601). Eppure, nonostante l'inasprimento delle im­poste, i licenziamenti dei funzionari, la leva militare, la confusione amministrativa, la situazione si andò sempre più consolidando. In questa opera di consolidamento la collabora­zione dei liberali moderati siciliani fu tanto più preziosa quanto meno appariscente. L'opera dei Torre Arsa è un esempio cospi­cuo di questa collaborazione sincera e patriottica. Comincia ora una storia che sembra piccola rispetto a quella del periodo eroico ; ma il problema della conservazione della unità e della libertà
(599) V., per tutto questo, Arch. conte Fardella T. A,, lett. del Torre Arsa a Giambattista, 30 e 31 dicembre 1860; lett. di M. Fiorentino allo stesso, 23 gen­naio 1861; lett. del conte Manzoni allo stesso, 28 febbraio 1861; lett. di Nicolò... allo stesso, 20 febbr. 1861; lett. di B. Amari allo stesso, 10 moggio 1861 e di L. Naselli allo stesso, 18 maggio 1861; lett. di L. Naselli allo stesso, 27 e 30 aplei- 9*. -1.0 e 30 maggio, 6 luglio 1861; leti, di S. Martorana allo etesso, 23 aprile 1861; lett. di L. Naselli allo stesso, 18 maggio 1861; lett. di L. Domingo a Giambattista, 23 mag­gio 1861. A queste partenze giornaliere accenna L. Naselli nella lett. del 2 mag­gio 1861.
(600) Jbid., lett. di L. Naselli a Giambattista, 20 giugno 1861, e di G. Satta allo stesso, 24 giugno 1861. A queste illusioni partecipò anebe negli anni succes­sivi, dal *62 al '64, l*ex*dircttore della polizia, S. Maniscalco : L. Rossi, Un carteggio di S. Maniscalco, ne La Sic. nel Riè., II (1982), II, pp. 96, 99, 101.
(601) Ibid.t lett* del conte Manzoni a Giambattista, 24 marzo 1861.