Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1329>
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/ Fardello di Torre Arsa
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poteri da conferirsi al governatore regionale, non ammetteva l'appello contro le deliberazioni di esso; mentre affermava la regione non la circoscriveva nei suoi limiti storici; ed ai consigli regionali dava attribuzioni piuttosto indeterminate. I fau­tori della autonomia amministrativa non potevano essere ne sod­disfatti né tranquilli. Essi sostenevano non una regione crea­zione burocratica ma quella storica materiata di interessi reali e creata dalla natura delle cose e degli uomini, per cui la Sicilia, eoi Mezzogiorno, non era ancora riuscita ad eguagliare il gran moto di civiltà della rimanente Italia. Quando il Torre Arsa, fin dal '48, nei dispacci, e poi, durante l'esilio, nei memoriali, parlava di un mal governo responsabile delle condizioni arretrate della Sicilia; e avvertiva l'isolamento in cui la posizione geo­grafica aveva fatto vivere per lungo tempo i siciliani; e sosteneva cbe il carattere geografico contraddistingueva quello storico : in­dicava con chiarezza la origine e la natura della questione sici­liana, ponendola nei suo veri termini. Ma come non lo era stata nel '48 così non era neanche nel '60 compresa in tutta la sua grave realtà essendo il nuovo governo preoccupato da non meno urgenti questioni di carattere generale.
Per questa ragione il Torre Arsa avrebbe voluto una chiara delimitazione tra la sfera di competenza del governo centrale e quella del governo locale. Il progetto del Minghetti non rispon­deva con precisione a questi bisogni ed a queste richieste. poiché, d'altra parte, l'indeterminatezza destava sospetti ed opposizione in coloro che temevano la rinascita del federalismo sotto la specie del regionalismo, il Cavour decise di rinviare la discussione sul problema del governo locale ed applicò subito il sistema dell'accentramento con una serie di atti che culmina­rono nella Jimitazione delle autonomie, tra cui anche quella sici­liana (20 marzo 1861). Nello stesso tempo, componendo il suo nuovo ministero, volle dargli una larga base nazionale in modo che vi fossero rappresentate tutte le regioni d'Italia. Egli stesso aveva riconosciuto un mese prima, durante le laboriose trattative per la composizione, che questa non era facile specialmente nei riguardi del mezzogiorno e della Sicilia, ove le reputazioni degli nomini politici erano state logorate. Tuttavia non gli fu difficile trovare il siciliano a cui affidare un portafoglio nel nuovo mini­stero nazionale. In Sicilia si trova reputazione quasi intatta,