Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1331>
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/ Fardella di Torre Arsa
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a cui non si sentiva nato, attendendo il permesso e vagheggiando sopra ogni co6a le dimissioni (614).
Come nelle altre campagne anche in questa del '60 egli aveva dovuto sostenere spese non indifferenti. I suoi affari erano stati sacrificati air entusiasmo patriottico. Tuttavia non poteva abban­donare il servizio prima di aver sistemato le faccende del suo reggimento. Nel gennaio del '61 io troviamo ad Asti che, dopo lo scioglimento del comando generale dell'esercito meridionale, era la nuova sede della Divisione Cosenz a cui apparteneva il suo reggimento. Poi, rifiutando gli appoggi che gli offriva il fratello maggiore che era in rapporti d'amicizia oltre che col Cavour anche col Fanti, ministro della guerra, presentò le di­missioni e si fermò a Torino sino alla fine di giugno. In questi mesi aveva discusso col fratello i disegni per l'avvenire. Ma era impossibile che egli, dinamico ed irrequieto, pensasse al riposo. Dalla lontana Torre Arsa giungeva continuo, ma vano, il richiamo alle gioie della prima giovinezza: i bisogni ed i tempi erano mutati. Egli doveva ora curare gli interessi che aveva abban­donato quando, nel maggio '60, si era precipitato in Italia, e chiudere gli affari londinesi, per andare a crearsi una nuova esistenza nell'America.
CAPITOLO V. La collaborazione all'assetto del nuovo Regno
Al Torre Arsa, che aveva abbracciato con fede sincera il principio unitario, ora che questo era stato attuato, repugnavano l'incomprensione politica dei partiti e il loro abbandonarsi alle querimonie fra il nord e il sud ed alle polemiche sul conto pro­fitti e perdite. Non che egli si disinteressasse della terra per la cui libertà aveva lottato e sofferto, come fu rimproverato ai moderati in generale, perchè egli si oppose, fino all'ultimo, alla comoda pratica della uniformità legislativa che non corrispondesse alla
(614) Arch. conte Fardella T. A., leti, di Enrico, 22 ottobre e 27 dicembre 1860; del marchese, 3 novembre 1860. (La letu del 22 ottobre inviata da Enrico al Mocbarta è stata pubblicata dal DE MARIA, Lettere di un patriotta siciliano dalle Romagne, cit., p. 7). In questo frattempo egli fece parte della commissione per conferimento delle medaglie al valore. Quanto a Ini, la medaglia d'argento gli fu conferita due anni dopo* ma ebbe negato il riconoscimento della campagna del 1848*49 perchè prigioniero politico .