Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1340
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1340 Francesco De Stefano
Terminata La guerra nel maggio del 1865. Enrico tirò innanzi poveramente per qualche tempo, soffrendo con dignità; poi, a furia di stenti e di lavoro, potè raggranellare un piccolo capitale con cui riprese gli affari commerciali ai quali dedicò sette anni di attività proficua che gli permise di ricostruirsi il patrimonio disperso durante diciassette anni trascorsi in guerra o in esilio.
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Di ritorno dalla missione nei paesi scandinavi, secondo un disegno ventilato tra il Bicasoli e il Minghetti, il Torre Arsa avrebbe dovuto essere destinato a reggere la prefettura di Milano, inviandosi a Firenze il Pasolini (636). Invece, nominato senatore il 20 novembre (637), il Torre Arsa, undici giorni dopo, era insediato nella prefettura di Firenze. Era un incarico di grande fiducia quello che gli affidava il Ricasoli inviandolo nella sua Toscana (638), e richiedeva tutta quella abnegazione di cui il Torre Arsa parla in una lettera al presidente del Consi-
Wessells, 16 die. 1864; War of the rebellion, eerìtss I, voi. 46, part. 3, p. 388; Arch. conte Fardella T. A., decr. del segretario per la guerra Stanton, 20 maggio 1865; cfr. PHISTEBEB, Campains of the civil war, New York, 1907, p. 298. Enrico fu dei 36 che fra tutti gli ufficiali dell'esercito nordista furono insigniti di speciale decorazione.
(636) G- PASOLINI, Carteggio fra M. Minghetti e G, Pasolini, Torino, 1929, IH, p. 193. Su altri fatti riguardanti la ministerialità del Torre Arsa, pp. 276 e 278.
(637) H Torre Arsa era in odore di laticlavio, già al tempo del Cavour, Cari, di M. Amari, II, p. 142.
(638) Al Torre Arsa il Ricasoli si rivolgeva anche affinchè usasse l'autorità del suo nome scrivendo agli amici di Sicilia di concorrere all'opera di riordinamento: Torino, 27 gennaio 1862 - Signor Marchese pregiatissimo, la scelta di un soggetto idoneo per la Prefettura di Palermo mi ha grandemente preoccupato, e finalmente mi sono fissato nel Senatore Cav. Torelli uomo che io conosco da molto tempo per abile e deditissimo al bene della Patria, uomo savio, e giusto. Fa d'uopo che il nuovo prefetto sia assistito dalla cooperazione e dal concorso dei cittadini. y0 ja prego di volere Ella pure contribuire a questo intento scrivendo ai suoi Amici di Sicilia. Ella, Marchese pregiatissimo* sarà bene convìnto che tutto il pensiero del governo si concentra oggi sulla Sicilia, per ordinarla, tranquillizzarla e chiamarla vita regolare con la quale si possano svolgere tutti benefici della natura, delle istituzioni, e dei provvedimenti che il Parlamento ed il governo delibereranno. Ove Ella abbia alcun particolare da potére utilmente manifestare al Governo in vantaggio reale della Sicilia, io te ne sarò mollo tenuto, * mi porgerà modo di darlo nuova teatunonfcmza della mia estesa fiducia. Suo devotissimo Ricasoli .