Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1341
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/ Fardello di Torre Arsa 1341
glio (639). Il momento in cui si trovava la Toscana quando egli arrivò nella capitale dell'ex-granducato, dopo l'abolizione del-1 indipendenza amministrativa che il Ricasoli prima di succedere al Cavour aveva sostenuto energicamente e dopo la caduta del progetto Minghetti sull'organizzazione regionale, rendeva particolarmente delicato il suo compito di prefetto. Il partito antipiemontese era forte e la resistenza all'accentramento amministrativo era accanita a Firenze come a Milano, a Napoli, a Palermo.
È singolare il fatto che il Ricasoli e il Torre Arsa, un tempo strenui campioni dell'autonomia nei rispettivi paesi, debbano ora lavorare al trapasso dal regime autonomistico a quello centralizzatore per consolidare l'unità e rendere possibile la vita e Io sviluppo del nuovo stato. Spettava proprio al Ricasoli abbandonare definitivamentej al programma delle regioni ed al Torre Arsa applicare le istruzioni ministeriali per l'accentramento-La responsabilità politica aveva persuaso i due patriotti, dopo quanto si era praticato dal ministero precedente, della necessità assoluta di rendere tutta l'amministrazione dipendente da un unico centro. Ma quanti interessi spostati, quante suscettibilità urtate! Inoltre, là società unitaria si agitava per Roma e Venezia; il partito reazionario alzava nuovamente la testa; il movimento operaio era abbastanza forte; il federalismo non era morto ed apparecchiava un proprio giornale (640). I dibattiti politici si tramutavano spesso in lotte faziose per opera della stampa irresponsabile che contribuiva a screditare l'opera del governo e ad intaccare il principio di autorità.
Il Torre Arsa, giunto a Firenze, entrò subito in relazione con gli nomini migliori tra cui il Duprè e il Lambruschini il quale scriveva al Ricasoli che il primo prefetto era molto gradito e
(639) M. TABAIMUNI ed A. Garrì, Lettere e documenti del Barone B. Ricasoli, Firenze, 1912, VH, p. 150.
(640) Arch. conte Fardelli! T. A. I fogli portano le effigi di Mazzini e di Garibaldi, il che dice il carattere del movimento; abbozzo di rapporto del Torre Arsa al Ricasoli, 20 die. 1861 abbozzo di nota d'ufficio del Torre Arsa, 17 die. 1861. Il giornale si sarebbe intitolino L'Avvenire e sarebbe stato diretto dallo stesso direttore della cessata Torre di Babele, titolo il primo che avrebbe voluto essere un programma e un auspicio, allusivo il secondo alle condizioni del primo momento d'assetto del nuovo- regime. Sulle lotte politiche e la stampa aizzatrice di pia* ioni. U. PESCI, Firenze capitale (1865*70), Firenze, 1904, p. 56.