Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1342>
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1342 Francesco Da Stefano
teneva molto bene l'ufficio suo (641). Il suo proclama a agli ita* liani di Firenze e della provincia dice qual'era il BUO pro­gramma nel compiere la delicata opera del trapasso dall'antico regime in cui Firenze era stata capitale, al nuovo in cui diveniva uguale, amministrativamente, alle altre città del regno, e II pro­gressivo svolgimento del nuovo ordine amministra (ivo tendente a conseguire l'unità richiedeva l'esercizio concorde di tutte le forze nazionali. L'Italia è fatta ma non compiuta e posando la mano sull'elsa della sua spada accenna ai suoi figli che ha uopo d'altri sacrifici e della loro fraterna unione per combat­tere e vincere le ultime battaglie . Quanto a se, egli avrebbe rispettato qualunque opinione lealmente professata vegliando più alla scrupolosa esecuzione della legge che è la migliore sal­vaguardia della libertà (642). Nelle parole con cui il rap­presentante del governo centrale esortava i fiorentini a tornare alia calma, si riconosce nello stesso tempo la legittimità delle richieste del partito d'azione ed affiorano le convinzioni dell'an­tico ministro siciliano e del nuovo uomo politico italiano, espresse anche nel Parlamento: consolidare la libertà ottenuta e preparare quella delle altre regioni ancora schiave. Ma l'opera sua, ispirata dalla fede nei principii per cui aveva combattuto, si doveva ora aggirare entro l'orbita più ristretta, ma anch'essa difficile, di quella che suol chiamarsi, ma in quel momento non era, ordinaria amministrazione. la quell'ambiente ogni prov­vedimento amministrativo poteva acquistare risonanze politiche. Nei primordi del nuovo sistema il Torre Arsa dovette riformare i servizi esistenti e crearne altri ex-novo Tra i primi da lui siste­mati fu quello della sicurezza pubblica allo scopo di oc meglio unificarla nell'esercizio delle sue incombenze affidando la dire­zione di esse al questore posto alle sue dirette dipendenze ed applicando anche in questo servizio il principio della centra­lità (643).
(641) M. TABAHRINI ed A. GOTTI, op. cil., VI, p. 261, Arch. conte Fard ella T. A., breve lettera del Lambruschini al Torre Area, 9 die. 1861; breve leu. del Doprè dello stesso tempo. Col RicaBoli, anche dopo la caduta di esso, il Torre Arsa si mantenne in buoni rapporti e chiese il suo consiglio nel periodo che precedette i torbidi di fine agosto 1862; cfr. le leu. del 6 e 7 agosto scambiate tra il Rieasoli e il Puccioni, in PucONi, Rieasoli, cit. pp. 512 Begg.
(642) Manifesto del Torre Arso al popolo di' Firenze.
(643) Arcb. conte Fardella T. A., abbozzo del rapporto del Torre Arsa al Rieasoli, 20 die. 1861. Queste notizie sulle condizioni della Toscana e Pop era del Torre Aria, anno ricavate dall'archivio dal conte. Fardella Ti A,