Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1345>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1345
ere al suo proposito- di pacificare gli animi e di conciliare i partiti, rispondeva anche alle intenzioni del presidente Ricasoli. Sicché quando questi si dimise in seguito alla discussione sul* l'atteggiamento tollerante del governo verso i Comitati di prov­vedimento, anche il Torre Arsa presentò le dimissioni da pre­fetto. Ma il Rallazzi, nuovo presidente del Consiglio, non volle accettarle per non privarsi dell'efficace suo concorso nell'anda* mento dell'amministrazione (645). E tale fiducia gli confermò in misura maggiore offrendogli, poco dopo, il portafoglio degli esteri ed esortandolo ad accettare l'offerta che era di pieno gradimento degli altri ministri e del sovrano (646). Ma il Torre Arsa non volle, neanche questa volta, entrare nel ministero e rimase prefetto a Firenze. Un anno dopo, componendosi il nuovo ministero Minghetti, l'offerta fu ripetuta e di nuovo decli­nata (647). Sicché il Torre Arsa rimase a Firenze sino al set­tembre 1864 (648).
Senatore dal '61 e vicepresidente del Senato dal 1865, il Torre Arsa, a cagione del suo ufficio di prefetto, non aveva po­tuto, sino allora, prendere parte alle discussioni della Camera vitalizia. Nel momento in cui egli vi entrava e parlava per la prima volta, le condizioni della Sicilia erano quanto mai tristi; specialmente nella parte occidentale di essa v'era un grave di­sagio sociale. Soffriva sopratutto la classe agraria, non solo per la mancanza di sicurezza pubblica, a cui poteva provvedersi coi mezzi di polizia, ma anche per la crisi del capitale. La vendita, non ben fatta, delle proprietà demaniali ed ecclesiastiche; il
(645) Bibl. FardeUa, Cart. Torre Arsa, leu. del Battezzi al Torre Arsa, 8 marzo 1862.
(646) Ibid leti, del Rallazzi al Torre Arsa, 21 marzo 1862. Notizia di un nuovo invito alla composizione di un nuovo ministero si legge in una lettera del Crisni al Raffaele, 3 die, 1862, in Carteggi inediti di F. Crispi a cura di T. Palamenglii-Crispi, Roma, 1912, pp. 178-79.
(647) PASOLINI, Carteggio cit., 10 e 12 marzo 1863. Il Pernzzi aveva sperato di farlo accettare.
(648) Manifesto del 6 seti. 1864 pubbl. nella Gazzétta di Firenze, n. 214, del 7 aett. 1864. Porta quella data anche il decreto con coi il Torre Arsa è messo in aspettativa senza stipendio per causa di salute siccome aveva domandato . A Firenze il Torre Arsa fo anche consigliere comunale, U. PESCI, op. cit., p. 84.