Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1346>
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1346 Francesco De Stefano
disquilibrio tra la capacità economica e-le esigenze fiscali; la mancanza di credito prima, e poi il non buono ordinamento di esso; e, sopratutto, la scarsa disponibilità di capitali, anda­vano creando una difficile situazione.
Il governo, con saggia pratica, cercò di attrarre la classe agri­cola e sollevarne le condizioni, compiendo opera sociale e poli­tica nello stesso tempo. Quindi fu interpellato il Banco di Pa­lermo affinchè adottasse misure per agevolare l'estensione del credito fondiario alla Sicilia.
A queste necessità si ispira l'interpellanza dei Torre Arsa al ministro delle finanze per conoscere l'esito delle pratiche e se siavi speranza di vedere realizzata in quell'isola un'istitu­zione di tanta utilità, massima nel momento in cui si avvera la censuazione dei beni ecclesiastici e demaniali, ed in cui i piccoli proprietari hanno tanto bisogno che vengano in loro soccorso i capitali di cui non sempre possono pel momento disporre (649). Alla risposta evasiva avuta dal ministro di agricoltura e com­mercio, il Torre Arsa ripetè più energicamente la domanda. Se il Banco di Palermo, che riceve anche depositi privati in conto corrente, concede fedi di credito e funziona coinè quello di Napoli, torto forma di cassa di sconto, può benissimo cooperare all'introduzione del credito agrario in Sicilia. L'isola ha bisogno di capitali per la sua agricoltura e l'azione del credito fondiario deve essere sorretta ed accelerata dal governo in tutti i punti dell'isola. Ve anche la Cassa di risparmio, ce Facendo gli istituti locali, direi così, cooperatori della sede principale, potrebbero essere apportatori nelle altre provincie dell'azione tanto bene­fica del credito che fra noi resta inattivo e mancante (650).
Agricoltore egli stesso e, anche in esilio o durante le assenze per ragioni del suo ufficio, vigile sempre sulla propria azienda una delle poche aziende medie nell'universalità del lati­fondo - il Torre Arsa conosceva bene i bisogni dell'agricol­tura siciliana. L'indirizzo della sua politica economica nel '48 era stato prevalentemente agrario. E sia che si trattasse di cul­tura intensiva e razionale, come nei suoi riguardi particolari, sia che < trattasse di cultura estensiva come nella massima parte del territorio isolano, egli vedeva che il nocciolo della questione
(649) Alti del Settato, tornata del 20 marno 1866.
(650) Ibid., tornata 22 marco 1866.