Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1347>
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/ Fardello, di Torre Arsa 134?
agraria stava nella grande deficienza di capitale. Il Torre Arsa, infatti, non parla soltanto della necessità del eredito, ma anche di capitale e nota specialmente la condizione della piccola pro­prietà che, in quel momento, per il modo con cui procedevano le alienazioni dei beni ecclesiastici e demaniali e con cui comin­ciava ad applicarsi il sistema creditizio, era maggiormente minac­ciata. Egli si preoccupava, perciò, non solo del problema finan­ziario, ma anche dei riflessi sociali di esso.
Ma la questione che più appassionava in quel momento era quella di Roma capitale. H Torre Arsa sentiva che gli inte­ressi convergono tutti in quel punto, le istesse passioni spingono vieppiù verso quella meta (651); ma non era seguace del pro­verbio secondo cui tutte le vie conducono a Roma. Le vie che egli intendeva si dovessero seguire erano ce le più franche, le più leali, le più aperte, quelle che si convengono ad una grande Nazione di 25 milioni di cittadini. La soluzione della que­stione romana non doveva essere una soluzione anormale, ma la difesa dei diritti nazionali cela conseguenza di quello che si è compiuto . Quindi la via che avrebbe condotto a Roma sarebbe stata quella del diritto che l'Italia aveva su Roma, diritto che bisognava proclamare sempre senza esitanza e senza mezzi termini . Il governo, sorretto dalle camere, ce deve non fuorviare il sentimento nazionale, ma guidarlo sempre per la via diritta, per la via che conduce alla meta .
Egli vagheggiava una soluzione pacifica, che garantisse l'Eu­ropa, ma che salvaguardasse il diritto dell'Italia nelTesigere ciò che è suo, ce ciò che deve compiere l'unità . E l'ordine del giórno da lui presentato al termine della discussione fu appro­vato all'unanimità dal Senato (652),
In una sfera più ristretta, alla periferia del grande stato, Giambattista svolgeva, intanto, un'attività modesta quanto utile in quel perìodo di passaggio alla normalità. Egli non aveva
(651) Atti del Senato* tomaia del 7 die. 1867.
(652) n Senato prendendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Presidente del Congiglio dei Ministri riguardanti la questione romana, e sicuro che il Mini­stero saprà mantenere la dignità e i diritti della Nazione, passa all'ordine del giorno.