Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1350
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1350 Francesco De Stefano
associazione di cittadini che, quantunque esenti dagli obblighi del servizio militare, prestassero servizio nella Guardia nazionale (660).
Ma, oltre che di fronte alla guerra, anche nei riguardi del problema finanziario della nuova Italia fu data una nuova prova di concordia, di patriottismo, di sacrificio. Da Torino era stata lanciata la proposta di costituire un Consorzio nazionale ce per redimere il debito pubblico , diretto non solo ce a scongiurare una ruina finanziaria ed a far scaturire più rigogliose e possenti le fonti della pubblica prosperità, ma a stringerci nuovamente in una operosa concordia, a ristabilire in faccia a tutte le potenze d'Europa la nostra dignità (661). Anche del nuovo Consorzio fu presidente ed animatore Giambattista, come il marchese lo era di quello di Palermo (662).
Ma oltre i grandi problemi nazionali della unità e della restaurazione finanziaria, altri urgevano che possono sembrar piccoli a noi, ma che, specialmente in quel periodo d'assetto, contribuivano efficacemente a creare la normalità, affiatando la popolazione col nuovo regime, dalla soluzione dei quali dipendevano li vitalità di esso e la sconfitta di qualunque opposizione antinazionale. Una saggia opera amministrativa avrebbe evitato ogni scossa pericolosa al nuovo regno in quegli anni angosciosi e febbrili di lavoro per creare un'amministrazione e fondere le regioni (663). Il provvedere alle ce piccole cose era anche un provvedere alle grandi. Il programma dell'associazione aveva tra i suoi capisaldi anche il ce progresso , parola che compendiava non solo il miglioramento materiale, ma anche quello sociale e morale.
Quest'altro fu il campo non meno difficile dell 'opera di Giambattista. Egli curò l'istruzione popolare e guadagnò premi
(660) La Concordia, nn. 37 e 38 del 13 e del 20 maggio 1866.
(661) Manifesto del comitato centrale di Torino, 4 marzo 1866, pnbbl. nel n. 28 de La Concordia. Presidente del Consorzio generale era il principe Eugenio di Savoia. La preoccupazione di Giambattista per il problema finanziario nazionale è dimostrata anche dalla leti, al direttore de La Falce* 13 sett. 1874.
(662) Bibl. Fard., Cori. Torre Arsa, lett. del Mercantini al Torre Arsa, 1 marzo 1866, in cui il Mercantini si offre di tenere un'accademia di musica e poesia per costituire un fondo per la Venezia, sia che n'escano piombo e ferro, sia che mutisi in offa, come dice Dante, da gittar dentro alle bramose canne , alludendo ad una delle soluzioni che si volevano dare al proclama veneto,
(663) TABABHINI e GOTTI, op. cìt. VX, p. 354, lett. del Ricasoli al Nigra,