Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1351>
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/ Far della di Torre Arsa
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al comune; si fece iniziatore dell'asilo infantile per i figli degli operai; promosse la fondazione della società cooperativa fra le tre società di mutuo soccorso; si preoccupò dell'igiene pubblica, risanando i vecchi quartieri e gettando le fondamenta di nuovi (664). Ma la sua attività si distinse maggiormente durante il colera del 1866-67. Di questa preminente posizione morale egli non si servì per ottenere conferme poiché onori o pesi che li vogliate, conviene alternarli fra i degni, non mai accumularli e perpetuarli in una sola persona (665). Assunse la responsabilità amministrativa anche quando le deliberazioni non avevano il suo consenso, e rispettò le minoranze, che volle rappresentate nella composizione degli uffici; e senza la loro pre­senza non deliberò su questioni importanti ce perchè le respon­sabilità dinanzi al pubblico non sono da scherzo, e bisogna di­viderle in tutti (666). Consigliere provinciale del '66, presi­dente del Consiglio provinciale, presidente del Comizio agrario, egli trascorse gli ultimi anni nell'operosità e non cedette alle istanze per essere nominato prefetto, che per un pezzo gli ven­nero fatte dal fratello maggiore (667).
Intanto sul capo di questo si cumulavano le cariche e gli onori. Nel 1868 era insignito della massima onorificenza, il Col­lare dell4 Annunziata.
Il 5 dicembre 1870 il Torre Arsa era eletto presidente del Senato. In tale ufficio egli ebbe la ventura di presiedere all'inau­gurazione della prima sessione parlamentare in Roma capitale e di salutare nell'avvenimento memorabile l'adempimento di ogni nostro voto, il suggello della nostra unità, il fatto più notevole e complessivo, il quale afferma solennemente che l'Italia esiste, è una, e ha diritto di essere . Ma nel discorso del 28 novem­bre 1871 che egli, rieletto presidente, pronunzia in Roma, affiora l'idea centrale del suo sistema: l'idea di ce assicurare l'affran-
(664) PAPPALARDO, Elogio di Giambattista Fardello, p. 12; cfr. La Falce, n. 20 del 16 nov. 1873; cfr. TI. 14 del 3 maggio 1874; La Concordia, n. 22 del 28 gen­naio 1866; n. 27 del 4 febbraio 1866.
(665) PAPPALARDO, op. cit.
(666) Lea. di Giambattista del 28 febbraio 1866, ne La Concordia.
(667) Areb. Fardclla-De Ulani, leu. del Torre Arso a Giambattista, 25 ott. 1871.