Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1352>
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13S2 Francesco De Stefano
camento e l'unificazione nostra... ci impedì talvolta di procedere con tutta maturità di consiglio nel nostro interno ordinamento . A Roma, regina d'Italia , i cui destini sono oramai ce inse­parabili da quelli della nazione , gli italiani eletti, costituita l'unità politica, dovranno compiere l'opera che li attende, por­tando ce attento studio, con perfetta serenità di mente, a quelle gravi questioni di pubblico interesse ebe debbono essere di­scusse (668). Guardando all'avvenire che doveva, instaurando e riparando, rinsaldare l'unità italiana, il vecchio patriotta sen­tiva la gravità del problema dell'assetto interno e la solennità dell'ora m cui i destini dovevano compiersi per il bene di tutta la nazione unificatasi. Il suo sguardo si affisava fidente in questo avvenire, nel quale i problemi fondamentali sarebbero stati affrontati e risolti, e poi si rivolgeva al passato per trovarvi nuova forza a sperare. Attraverso le commemorazioni dei colleghi che andavano scomparendo, ripassano uomini e vicende della gene­razione eroica che aveva portato l'Italia a Roma; rivivono le speranze e i dolori comuni dei periodo trascorso tra le battaglie e le rivoluzioni verso la meta unica; e dal tono sostenuto delle parole traspira il senso di commozione profonda di chi ha avuto con gli scomparsi comunanza di ideali e di lotta. E il ricordo del vecchio proscritto per cui ce ove il civile reggimento non posa sulle salde basi che sola può dare la libertà all'ordine e alla sicu­rezza dell'umana società, il diffidare di quanti sorpassano la stregua comune è ineluttabile necessità di chi non esercita il controllato potere ; è l'orgoglio del '48, ce il primo passo di quella catena di fatti meravigliosi che ci fanno qui se­dere ; è la gioia che rivive con gli altri i quali, prima di chiu­dere gli occhi, hanno visto ce la intera Penisola sgombra per sempre dalle armi straniere o nemiche e vendicative che fossero od amiche e protettrici che si intitolassero, e le une e le altre ugualmente ingiuriose e funeste alla nostra amatissima patria ; è la vista del possesso certo di quei mezzi il cui difetto portò il fallimento della prima lotta della libertà in Sicilia, quel possesso che invece diede il trionfo alla seconda combattuta da tutta la nazione, cioè l'amore alla scienza militare, l'arte difficile di applicarla. Io studio sempre più accurato della disciplina, tre cose che la storia recente ci insegna esser sicuri a difender la
(668) Alti del Senato, XI, tornata del 28 nov. 1871.