Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1359>
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ì Fardello di Torre Arsa
1359
allora. Nella scelta del materiale egli fu cauto ed evitò, con equi* librio, ogni eccesso nella ricerca e nella critica delle fonti che spiegò, giustificò e corresse quando sono, come nel caso del Gemelli, alterate e ricavò dalla alterazione stessa contributi alla verità. Neil uso degli stessi documenti ufficiali andò cauto perchè sicuramente se i libri blu, gialli, verdi e rossi contenessero veramente tutti i documenti, e le Cancellerie non avessero ancora degli armadi riserbati, la storia verrebbe modificata in molti punti e la condotta di uomini influenti, in date epoche potrebbe essere diversamente apprezzata (683).
Ma le fonti principali furono i dispacci da lui spediti non­ché i memoriali scritti durante l'esilio, tutti documenti ufficiali e diplomatici che erano in suo potere. Tenendo presente e richia­mando per debito di onestà, la maniera gemelliana di scrivere la storia, egli fa spesso comprendere che lo storico non deve essere l'indovino del passato.
La vera storia è, oltre che esposizione di fatti, anche giudizio. Ma per lo più l'uomo giudica in quella maniera che la cosa gli sta a cuore e, per amor proprio, perde facilmente la libertà di portare un giudizio vero, come è accaduto al Gemelli mosso da un lodevole amor proprio (684).
Ma appunto perchè giudizio, cioè conoscenza, la storia è filosofia e solo il filosofo può leggere nei fatti il vero significato, oc Per scrivere la storia bisognerebbe essere filosofi (685), poi­ché la filosofia fa conoscere la natura umana che è la sorgente dei fatti : non la filosofia dei suoi tempi giovanili, la quale con­sisteva nel bandire la filosofìa (686), né quell'altra vana e pre­tenziosa per cui nel secol nostro ricco di lumi è agevol cosa alla maggior parte degli uomini accozzare alcune idee ed infilzare parole (687). Sicché egli non cura tutta la parte caduca delle congerie dei lavori pretenziosi o la storia poetica, come egli dice con ironia bonaria; e crea un'opera arida e scarna, tutta di fatti ed avverte che, non essendo egli filosofo, la sua non è storia nel senso vero della parola, sibbene ce solo adempiere ad un dovere,
(683) TORRE ARSA, Rie., pp. 6024.
(684) Ibid p. 365.
(685) 13ibi. Fard., ms. abbozzo dei Ricordi,
(686) GENTILE, Il tramonto della cultura siciliana, p. 37.
(687) M. Torre Arsa cit.