Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1362>
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1362
Francesco De Stefano
ranei, mostrerà ben diverse le ragioni dei fatti da tutt'altri ripu­tati conseguenza (692).
Non storia, dunque, la sua, ma un affidare alle carte <c le genuine impressioni di allora, colle osservazioni dettatemi da quel po' di esperienza acquistata mercè lo scorrere degli anni in tempi così fortunosi come i nostri ; non storia, ma la nota­zione di quanto può ce certificare per conoscenza perso­nale (693). A lui non deve essere domandato quel che disse, ma quel che fece; non come elegantemente disse, ma come ap­passionatamente operò. Ond'è che la posizione da lui assunta fin dal primo momento in cui i Ricordi furono concepiti, conferisce ad essi un carattere di probità e di serietà, se non di rigore siste­matico di trattazione, e dà ad essi un'espressione semplice e disa­dorna, ma efficace.
I Ricordi avevano avuto un movente psicologico nel contrasto tra moderati e democratici, acuitosi dopo le pubblicazioni com­parse nei due campi avversi; ma quel movente si tramutò in forza che venne ad accrescere quella della onestà dell'espositore e rimase estraneo alla narrazione la quale mirava al solo scopo di esporre la verità. Che un uomo, il quale era stato magna pars degli avvenimenti raccontati, si spogliasse di passioni era, dun­que, come egli stesso ci fa comprendere, impossibile; che un uomo politico abbandonasse la posizione di combattimento, anche quando scriveva, non era naturale: ma la passione è contenuta dalla ragione, e la polemica, anche quando affiora alla super­ficie, è fatta con la signorilità che le toglie ogni punta di asprezza. (694). Che il Torre Arsa, all'occasione, sottoponga ad una critica stringente il Gemelli per mostrare l'alterazione dei documenti, è un fatto ; ma se ciò si confaceva con la necessità di ribattere accuse, era pure una verità che egli mostrava con prove inoppugnabili. E la ricerca della verità gli fu sempre di guida: ce se la coscienza mi accennasse un solo dubbio su quanto sinora ho consegnato a queste carte, avrei dato tutto alla fiamme (695).
Cattolico convinto e non meno convinto liberale, progres­sista e moderato, egli, che nella vita pratica aveva operato se-
(692) TORRE ARSA, Rie., pp. 260, 369; cfn p. 317.
(693) lbU p. 692.
(694) Ibid., per quanto riguarda il Gemelli, pp. 365 e 367; e per il Raffaele*
pp. 254-55.
(695) Ibld., pref. VH, e p. 190.