Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1363>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1363
condo quanto aveva creduto di leggere nella storia, scrivendola la idealizza secondo l'immagine che se ne era formata attraverso l'esperienza di politico e di studioso. Essa lo guida nell'intendere ed esporre il passato e gli detta il criterio con cui giudica e crede che debbano essere giudicati gli uomini e le azioni. Sicché la narrazione non poteva rimanere entro i limiti circoscritti della sua opera ma doveva allargarsi a comprendere la sfera entro cui essa si svolse. In una posizione che gli permetteva di tastare il polso politico del paese, il Torre Arsa non trascura la storia dei partiti in Sicilia, come idee o ideologie o come attuazione o tentativi di attuarle; e la sua opera finisce anch'essa, ad onta dell'intenzione dell'autore, con l'essere in parte anche una nar­razione fatta da un moderato della rivoluzione siciliana o, me­glio, della rivoluzione liberale in Sicilia. Come il suo cattoli­cesimo non gli fa velo nel giudicare il papato come potere poli­tico, così il suo liberalismo non gli impedisce di sottoporre alla critica la dottrina e la prassi liberale quali si tradussero dal loro paese originario nel nostro (696). H suo sguardo si affisa, in con­seguenza, non solo sulla Francia, ma anche su l'Inghilterra. Il popolo è ce la fusione bene intesa degli interessi dei vari strati d'una Nazione, conseguenza necessaria della parità di tutti gli individui innanzi alla legge ; la maggioranza, per lui che tiene lo sguardo fisso alla classe intellettuale fattiva della storia, è quella dei meglio adatti al maggior bene di un popolo non quella numerica; la preponderanza dovrebb'essere ce dei mi-giori , non quella che cresce <c all'ombra della fede cieca nei cosidetti principii della grande rivoluzione francese . Egli è per il parlamento, non per il parlamentarismo in cui il meno che possa capitare è il prevalere del dottrinarismo, quando non sia anzi una delie cause della caduta d'una rivoluzione, come avvenne in Sicilia. Esponendo la discussione sul problema della sovranità nel parlamento di Sicilia, egli ne critica i presupposti democratici, ce Se male non mi appongo, panni che in Inghilterra non si sia mai parlato di sovranità del Popolo, ma si bene dì Potere dello Stato, sfuggendo in tal modo a sottili definizioni, e fondando i diversi fattori dell'ordine sociale nella idea dello Stato (697). Che altro fece il dottrinarismo in Sicilia se non
(696) TORRE ARSA, Rie., p. 818; Avvertenza, p. 2.
(697) lbid pp. 178; 200-201; 305; 324.