Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1365>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1365
un popolo lìbero. Persuasi che bisognavamo di un appoggio, lo cercammo sempre nei governi italiani e principalmente lo avremmo atteso dal Piemonte perchè ad esso più che ad ogni altro deve interessare indebolire il governo di Napoli e l'attac­care con vincoli saldi la Sicilia alla penisola. Cercammo a Roma ed a Firenze alleanza ed unione perchè fratelli con quanti par­lano l'italo idioma. Ci niegammo all'idea di fusione perchè vi scorgemmo in quei momenti elementi di discordia maggiore anzicchè di forza e di unione. Mal giudicata la causa nostra, sconosciuto l'affetto nostro alla patria comune non deviammo dal dritto cammino perchè l'errore degli altri non è buono argomento per sconoscere il vero. Interessati a combattere il governo di Napoli e a far libero quel paese offrimmo la nostra alleanza a quanti avrebbero dovuto concorrere con noi nello stesso scopo e si trepidò a stenderci la mano. Fummo e siamo tacciati di municipalismo e non vuoisi considerare che quando anche non fossero esistite altre ragioni per far rivendicare alla Sicilia nel 1848 la sua indipendenza, bastava quella che il moto rivoluzionario partì da essa... Se il giorno che desiderano quanti uomini vivono dal lilibeo alla ultima cima delle Alpi verrà, avrassi luogo a scorgere il municipalismo siciliano, ma sino allora vuole giustizia che i fratelli dovessero giudicarci di maggiore indulgenza. Io non voglio rammentare i molteplici esempi di municipalismo e vuoisi solo che fosse imparzialmente ricono­sciuto il vantaggio che arrecherebbe all'unione d'Italia ed alla futura sua fusione il menomarsi delle forze del reame di Napoli, e non si dica più che la Sicilia abbandonata a se stessa cadrebbe nelle mani dell'Inghilterra poiché per gli uomini di buona fede ciò importa il paradosso che di ciò la guarda la dominazione del re di Napoli. Sicilia libera sarebbe come lo fu italiana: la sua storia, i suoi interessi, la sua vita economica stanno nel Medi­terraneo e nel prossimo continente .
È naturale il pensare che quest'ultima pagina fosse poi abbandonata, poiché, pochi anni dopo, la prova di italianità data dalla Sicilia aveva reso superflua ogni giustificazione; e perchè il Torre Arsa, premuroso nel cercare che la concordia della ricostruzione nazionale non fosse turbata, non reputava opportuno ritornare su posizioni che per lui erano definitiva­mente superate. Tuttavia essa è un documento dei suoi sen­timenti in un'ora delicata per l'emigrazione siciliana, e d'una
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