Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1366
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1366 Francesco De Stefano
fase attraverso la quale passarono i Ricordi sino alla serena compostezza raggiunta nell'ultima stesura.
Se la sua considerazione politica non apparisce turbata nel-Fopera che ci è dato leggere, si deve quindi, non soltanto al fatto che l'autore solo negli ultimi anni della sua vita cedette alle insistenze di pubblicarla, ma anche a quella severa disciplina che si impose sin dal primo momento.
Come questa, così tutte le pagine lasciate da parte, pur essendo state scritte nella vigorosa maturità degli anni, tra i dolori de l'esilio, le polemiche irose e l'ansia per le sortì proprie e della patria, rivelano già una signorilità di linguaggio che è la caratteristica di tutti i suoi discorsi e di tutti, i suoi scritti, anche delle lettere private. Per essa non retorica ma severa compressione della passione, non velleità coloristiche, né ricordi incerti, ne apprezzamenti infondati o mal fondati in questo libro che egli non intitola ce storia né c< istoria , ma semplicemente Ricordi ; ma la più serena disamina dei fatti, la documentazione più ampia, la investigazione più spregiudicata, l'additamento più scrupoloso degli errori, cominciando dai proprii: poiché nessuno, forse, giudica più severamente il Torre Arsa quanto il Torre Arsa stesso. È il gentiluomo che, portato su, ad un posto di responsabilità da avvenimenti straordinari, dice: Ecco quanto ho fatto e come ho agito; giudicatemi. Il suo libro è perciò il più scarno, il più disadorno e, nello stesso tempo, fra i più onesti di quanti furono scritti su quel periodo di tempo; non tanto perchè mancò, come si vuole dagli amici, l'elaborazione; quanto perchè tale era la volontà dell'autore: esporre senza rifacimenti, senza ripensamenti, dettati dal senno di poi, senza pretese di scrittore, poiché egli aveva, sì cercato di acquistar sempre delle cognizioni, ma non era che un semplice amatore degli studi >> (699).
A
Se l'Italia deve il successo finale del Risorgimento alla capacità politica di Vittorio Emanuele e di Cavour e alla potenza agitatrice di Garibaldi, non bisogna dimenticare le lotte sostenute per lunghi anni da uomini il cui esempio trovò seguaci
(699) TounE ARSA, Rio., Introd., p. va.