Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1368
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1368 Francesco De Stefano
naie italiana. Il loro liberalismo, mirando all'avvenire, ispirandosi a quei sentimenti di civiltà, intese a correggere e riformare il presente, adattando gli istituti del diritto a seconda del progresso della evoluzione sociale. E sin dalla prima fase rivoluzionaria, essi vollero compiere opera di educazione polìtica, con l'esempio della fede nel miglioramento progressivo, con la pronta e volenterosa subordinazione di ogni interesse individuale a quello della società, con lo spirito di tolleranza in cui portarono una nota elevata di signorilità, combattendo il disordine con l'ordine, preferendo la lotta aperta a quella settaria. Quindi, come principio della loro politica non lo scetticismo, ma la fiducia operosa; quindi non il conservatorismo gretto, ma la fede nel progresso dell'umanità; l'avversione alle sette sia pur congiunta con l'ammirazione per il sacrificio dei gregari; la convinzione che la politica è moralità, mentre le sette s'erano mostrate moralmente non giovevoli.
A questa austerità morale si dovette quell'invulnerabilità della reputazione cbe, ad esempio, il Cavour trovava nel marchese. H sentimento di solidarietà umana comune ai tre fratelli, nel maggiore si disciplina in forme più squisitamente politiche, in Giambattista si affina nel tormento alla conquista del meglio, nella rinunzia a tutto, tranne che all'onore del nome, per cui acquista quella maggiore sensibilità la quale, prima e più chiaramente che gli altri fratelli, gli fa comprendere il mutamento del clima storico ; ed in Enrico si trasforma in operosità febbrile che, sotto l'impulso dell'orgoglio, dell'esuberanza sempre giovanile, del desìo di gloria, lo lancia sui campi di battaglia e di gloria di due continenti.
Questo sentimento è la forza che li porta fuori dell'ce astuccio siculo . Per esso, già nel '48, quando comincia la partecipazione attiva della Sicilia alla vita politica italiana, essi, con il loro spirito di nazionalità più comprensiva, si pongono contro i conservatori; e il marchese ministro non offre il servaggio all'Inghilterra, ma vuole l'elezione di un principio italiano e avversa ogni altra combinazione, contribuendo così a conservare la Sicilia all'Italia. Esso, quando la prova della federazione nazionale fallisce, fa sì ch'essi abbandonino l'idea federale e, col senno politico maturatosi in un'esperienza undicenne, li fa stringere. attorno alla monarchia dei Savoia e, nella raggiunta unità, li spinge a collaborare con gli uomini d'ordine, Giam-