Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1370>
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Francesco De Stefano
nità, aver annullato tutti i contrasti particolari nella superiore armonia dell'unità nazionale, per aver potuto acquistare questa fede. Il conferimento della massima onorificenza del Collare dell'Annunziata al maggiore dei Torre Arsa e l'elezione di lui al seggio presidenziale del senato, la fiducia in lui rinnovata di tutti i presidenti dei ministri dal Cavour in poi, sono il ricono­scimento ufficiale di questa virtù salda.
Chiusosi il primo atto del risorgimento nazionale, per i Torre Arsa non v'erano però periodi successivi o contrapposti di poesia e di prosa, ma la vita che continuava sotto un nuovo aspetto. Sicché era un dovere continuare ad operare con lo stesso amore per la libertà che, acquistata, bisognava difendere, con la stessa serietà e dignità, con lo stesso disinteresse, con quella stessa disciplina che s'erano imposta da giovani e che era il loro abito spirituale.
La rivoluzione italiana non si era esaurita nella prima fase, ma v'era la seconda e più difficile della realizzazione del nuovo diritto e della nuova forma di organizzazione, della salda instau­razione nella vita nazionale di quegli ideali che erano stati i moventi della prima.
Per questo, dopo la loro conversione, cosciente e sincera, fecero opera di consolidamento politico. Gli stessi problemi pra­tici dell'assetto, che avrebbero desiderato risolti per via di un graduale assestamento e comprensione delle popolazioni italiane e dei loro vari bisogni, sono considerati dal punto di vista supe­riore della unità. Ed anche quando furono esclusi dal governo o dall'amministrazione diretta, la loro operosità non venne meno, ma continuò a svolgersi, tornando nel silenzio da cui era uscita. Era una forma non meno eroica di patriottismo, se pur non più aureolata da quello che il marchese chiamava martirio della vita politica, quando la reazione sussurrava in privato, e perciò era più pericolosa, dell'incapacità della nuova Italia a resistere all'unità ; quando il dramma della prima fase era diventato più intimo e più delicato.
La storia di questo periodo della loro attività, se non potrà mai scriversi per intero può facilmente intuirsi da chi sappia per quali invisibili vie l'opera persuasiva può penetrare nei cuori più dubbiosi e restii e rinfrancarli o trasformarli, susci­tando quei consensi sempre più vasti dai quali nasce la devo­zione del popolo verso la patria più grande e creando un movi-